LATTE FRESCO SELF SERVICE
Mucche a gettone
Isabella Colombo 31/1/2006
Nostalgici della campagna, mamme premurose e scolaresche intelligenti si mettono in fila con in mano la propria bottiglia: un euro per un litro di natura. In barba ai processi di pastorizzazione e alle targhette "latte fresco" e "latte di qualità" che campeggiano nei frigo del supermercato » I distributori lombardi
La signora Lina di Lecco, un anno fa, non riusciva più a mantenere né i cinque figli né le 14 vacche. Di fronte alla crisi agricola non aveva scelta: chiudere la fattoria.
Adesso si è rimessa di buona lena a mungere ogni mattina perché, entro la fine della giornata, vende 80 litri di latte.
La fortuna è arrivata sotto forma di una macchinetta: un distributore self service di latte crudo che, a imitazione di quanto fanno già da tempo svedesi, tedeschi e austriaci, anche gli allevatori italiani hanno cominciato a istallare nelle loro aziende.
Nostalgici della campagna, mamme premurose e scolaresche intelligenti si mettono in fila con in mano la propria bottiglia: un euro per un litro di natura.
In barba ai processi di pastorizzazione e alle targhette "latte fresco" e "latte di qualità" che campeggiano nei frigo del supermercato.
MACCHINETTE
I primi allevatori a mettere la tradizione dentro le moderne macchinette sono stati comaschi. Poi varesini.
In Lombardia ci sono adesso più di 100 distributori self service di latte e, negli ultimi mesi, le «mucche a gettone» hanno fatto la loro comparsa anche a Reggio Emilia e Fregene (Roma).
"Il 30% delle aziende ha risollevato le sue sorti grazie a questa iniziativa" spiega Giuseppe Invernizzi, direttore dell'associazione allevatori di Como, Lecce e Varese e papà del latte alla spina. "Adesso stiamo per istituire un Consorzio di tutela e una giornata nazionale a tema".
RICERCA DEL CNR
Ai detrattori dell’iniziativa, quelli che credono che i processi di pastorizzazione e scrematura siano necessari, anzitutto per motivi d’igiene, Invernizzi risponde con una ricerca commissionata al Cnr sui benefici del latte crudo e tanto di norme sanitarie cui gli allevatori devono sottostare.
Insomma, questo latte è più saporito e costa meno (1 euro al litro contro la media di 1,30 della confezione tipo nei supermercati), ma resta una difficoltà: si può andare fino alla fattoria ogni giorno?
Non sarebbe più comodo trovarlo al supermercato come chiede la Coldiretti? Risponde Invernizzi: "Verrebbe meno lo spirito di recupero della campagna che sta alla base di questo progetto".
Ma anche i guadagni.
Il piccolo allevatore che vende un litro di latte a 1 euro alla filiera di distribuzione consueta dovrebbe cederlo per soli 35 centesimi.





