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UOMINI E DONNE - NUOVI STUDI
Il sesso del cervello
Maschi e femmine hanno capacità intellettive diverse? E, se sì, dipende da differenze anatomiche? Fra ipotesi più o meno fondate e risultati contraddittori, ecco che cosa stanno scoprendo i neurologi » Grafico
23/10/2006
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Negli anni 70 andava di moda regalare bambole ai bambini e camion dei pompieri alle bambine, in base all'idea che le differenze comportamentali tra i sessi fossero solo il risultato dell'educazione. Oggi è chiaro che così non è. Fin dalla nascita maschi e femmine sono diversi e prediligono giocattoli differenti. Oggi il concetto secondo cui uomini e donne sono programmati dall'evoluzione viene accettato. Ma quali differenze siano biologiche, determinate dall'evoluzione, e quali culturali o ambientali è ancora argomento di acceso dibattito.
L'anno scorso, il presidente della Harvard University, Larry Summers, scatenò un putiferio (e fu costretto a dimettersi, ndr) quando avanzò l'ipotesi che sono le diverse capacità innate a spiegare come mai poche donne, rispetto agli uomini, occupano posizioni di rilievo in ingegneria o fisica. Secondo alcuni è un'idea inaccettabile.
Ma le spiegazioni biologiche del comportamento tornano in auge perché la generazione di accademici che le temeva, giudicandole un pretesto per l'eugenetica, sta andando in pensione. Le tecniche di visualizzazione indicano che cervello maschile e femminile, almeno a un certo livello, funzionano in modo diverso. Anche se i risultati non sempre confermano i cliché.

Bambole per lei, pistole per lui
In passato si pensava che la femmina non fosse che un maschio con gli ormoni, in realtà è il contrario: fino all'ottava settimana di gestazione ogni cervello fetale umano è femminile. Come tutto il corpo, diventa maschile dopo, se si producono aumenti di testosterone. Questa ondata di ormoni crea un organo che determina il comportamento maschile.
Le bambine dal primo giorno di vita guardano più a lungo un volto che un oggetto meccanico in movimento, i maschietti il contrario. Alcune ricerche suggeriscono che alla base vi sia l'esposizione al testosterone. Inoltre, maschi e femmine prediligono giocattoli diversi già nel primo anno: auto e pistole per i maschi, bambole e servizi da cucina per le femmine.
Test svolti su altre specie suggeriscono che il neonato umano potrebbe essere predisposto a scegliere giocattoli con una funzione adattativa per il suo sesso. Melissa Hines della City University di Londra e Gerianne Alexander della Texas A&M University hanno dato ad alcuni cercopitechi bambole di pezza, palloni e camion. Le scimmie maschio hanno giocato più a lungo con camion e palloni, le femmine più con le bambole.
La teoria proposta è che i giocattoli preferiti dalle femmine offrono la possibilità di esprimere un comportamento di accudimento, utile quando saranno adulte, i maschi preferiscono giocattoli da usare attivamente e che offrono maggiori possibilità di gioco fisico.

Questione di neuroni?
Le diversità tra i due cervelli esistono, ma trarne conclusioni non è facile. Intanto il cervello maschile è circa del 9 per cento maggiore di quello femminile. Ma la differenza è spiegata dal fatto che l'uomo è più grande della donna. Negli ultimi anni si è visto che il cervello femminile ha più materia grigia (costituita dai corpi centrali delle cellule nervose) che bianca (i filamenti che collegano i neuroni). Se si aggiunge il fatto che in alcune aree del cervello femminile le cellule nervose sono presenti con maggiore densità, si può concludere che i cervelli di lui e di lei hanno una quantità simile di cellule nervose.
La membrana che collega i due emisferi, il corpus callosum (materia bianca), è più piccola negli uomini, il che potrebbe spiegare perché utilizzano solo un lato del cervello nell'elaborare problemi per i quali le donne usano entrambi i settori. Queste differenze strutturali non sembrano influire sull'intelligenza misurata con il QI. Tuttavia, i due sessi svolgono questi test in modo diverso: le donne usano entrambi gli emisferi, gli uomini solo il sinistro. Sembra che gli uomini si basino più sulla materia grigia per il QI, le donne si affidano di più alla materia bianca.
Inoltre il cervello non è immutabile, nemmeno in età adulta. Nell'ippocampo, coinvolto nell'apprendimento spaziale, anche per l'adulto psi possono generare nuove cellule nervose, la cui nascita e sopravvivenza sono influenzate dagli ormoni. Il cervello femminile è molto plastico e subisce notevoli cambiamenti in risposta a pubertà, gravidanza, menopausa.

Simon Baron-Cohen dell'Università di Cambridge suggerisce che le preferenze innate possano proseguire in età adulta. Studiando l'autismo, più comune nei maschi, teorizza che il cervello femminile sia programmato dalla nascita per comprendere le emozioni (empatia), e quello maschile per la comprensione e la costruzione dei sistemi (sistemizzazione). Da qui la scelta dei diversi giocattoli. La tesi è che gli autistici abbiano un cervello estremamente maschile: bravi a sistemizzare e incapaci di empatia.
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L'autismo è un esempio estremo, ma esistono migliaia di studi sulle differenze psicologiche tra i sessi che hanno analizzato personalità, comportamento sociale e memoria in campi specifici. Si ritiene che l'uomo sia più bravo in matematica, che la donna sia più emotiva. Tuttavia, questi studi presentano una serie di problemi, fra cui il pregiudizio scientifico che consiste nel dover riportare risultati positivi: una ricerca che non mostra differenze non viene considerata.
Sebbene la maggior parte delle persone creda che esistano reali differenze tra le capacità verbali maschili e femminili, centinaia di test su vocabolario, comprensione e lettura mostrano che le differenze sono quasi inesistenti. Sebbene le teenager siano più brave nel pronunciare correttamente le parole rispetto ai maschi, l'unico aspetto dell'abilità verbale che pare legata al sesso nell'adulto è la fluidità (la capacità di dire parole velocemente). E se si chiede di elencare più parole possibili che iniziano con una certa lettera, le donne ne trovano di più.
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La scelta di giocattoli diversi è innata. Ma contrariamente a quanto si pensa, maschi e femmine hanno analoga abilità matematica
Donne arrabbiate
Nel paragonare le differenze tra i due sessi, i ricercatori utilizzano un'unità di misura statistica chiamata D: indica quanto sono distanti le medie di due gruppi, facendo riferimento alla gamma di valori usata per il calcolo di ciascuna media. Per i fenomeni comportamentali e psicologici un valore D maggiore di 0,8 è considerato grande, se è 0,5 moderato, se è 0,2 piccolo. Meno di 0,2 è una differenza trascurabile.
Con questo metodo Janet Hyde ha studiato uomini e donne, raccogliendo le principali metaanalisi sulle differenze tra i sessi. La scienziata ritiene di avere ottenuto risultati sorprendenti. Nel 30 per cento delle 124 ampiezze dell'effetto calcolato D era vicino a zero, nel 48 per cento era piccolo. In altre parole, solo il 22 per cento delle differenze tra sessi era di qualche rilevanza. Le maggiori differenze riscontrate erano fisiche, come velocità nel lanciare qualcosa e distanza di lancio, e rispecchiano la differenza di stature fra uomo e donna. Altro campo con le maggiori differenze era legato alla sessualità, quali la frequenza della masturbazione e l'atteggiamento nei confronti di una relazione occasionale. Tuttavia, uomini e donne riportavano lo stesso livello di soddisfazione sessuale.
In media, poi, gli uomini sono più aggressivi, ma è sbagliato trarre conclusioni affrettate. Se le donne pensano che nessuno le stia guardando, e se sanno di non avere conseguenze fisiche, possono essere più aggressive degli uomini.
Violente o no, le donne hanno pensieri di rabbia in numero uguale agli uomini, o maggiore. In uno studio, Rubin Simon e Leda Nath non hanno riscontrato differenze nella frequenza con cui maschi e femmine provavano rabbia in un determinato lasso di tempo, sebbene le donne tendessero a descrivere una rabbia più intensa e prolungata.
All'inizio dell'anno è stato riportato un risultato simile in uno studio di Nicole Hess dell'Istituto Max Planck ed Edward Hagen della Humboldt University, Berlino. I ricercatori hanno descritto ai partecipanti, studenti universitari, uno scenario in grado di evocare un'aggressione: hanno detto che avevano sentito un compagno, più minuto e dello stesso sesso, pronunciare cose false e gravi sulla loro reputazione. Le donne si sono arrabbiate di più.
La differenza era nel modo in cui ciascuno pensava alla vendetta: le donne dicevano che avrebbero reso la pariglia con il pettegolezzo, la metà degli uomini avrebbe volentieri preso a pugni il maldicente. Questo forse perché in animali come gli esseri umani, che vengono molto accuditi dalla madre, le femmine non si affidano tanto all'aggressione fisica. Il fatto che una calunnia non provochi danno fisico non significa che faccia meno male. Le ragazze trovano questa forma di aggressione più dolorosa.

Chi vince in matematica?
Un'altra differenza analizzata a lungo è l'atteggiamento nei confronti della matematica. Chi ha cercato di sostenere che la tendenza dei maschi a sistemizzare indica una maggiore abilità matematica si è scontrato con il fatto che ragazzi e ragazze sono altrettanto bravi in matematica prima della pubertà. Però dopo i 15-16 anni i maschi risolvono i problemi con più facilità e hanno una maggiore abilità spaziale.
Se si chiede loro di immaginare di far girare un oggetto in tre dimensioni, capacità per esempio utile in ingegneria, la differenza diventa notevole (e pare legata all'aumento di testosterone postnatale nei ragazzi). Ma gli uomini non eccellono in tutti i compiti legati allo spazio. Contrariamente a ciò che si crede, maschi e femmine sono altrettanto bravi nell'orientamento. Le femmine tendono più a ricordare punti di riferimento, i maschi si basano sulle loro capacità geometriche per elaborare direzione e distanza.

Più idioti e geni
Un'altra proposta avanzata per spiegare la carenza di docenti di matematica e scienze è che, anche se la differenza nelle capacità medie è minima, potrebbero esistere diversità nelle variazioni attorno a questa media, con più soggetti maschili alle estremità della curva di distribuzione e meno al centro. In altre parole, fra i maschi ci sarebbero più idioti e più geni.
Uno studio del QI, che ha analizzato la popolazione scozzese nata nel 1932, ha confermato questa ipotesi dimostrando che c'erano più donne nella zona centrale della distribuzione, più uomini alle estremità. Negli ultimi anni le donne hanno registrato enormi progressi nel mondo accademico. Ma alcuni settori sono più difficili da conquistare.
Resta la domanda: l'assenza delle donne dalla scienza, dalla matematica e dall'ingegneria è dovuta a caratteristiche innate? Innate potrebbero esserlo, ma non significa che siano immutabili. L'abilità spaziale dipende dallo studio e dall'allenamento, per entrambi i sessi. La biologia può predisporre, ma persino nel duro mondo della meccanica non è detto che sia il destino.
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