Fiammetta Fadda, la cucina in tv è antidoto allo stress

Secondo il critico enogastronomico di Panorama è questo che spiega il successo delle decine di format culiari proposti dai palinsesti

Fiammetta Fadda, la cucina in tv è antidoto allo stress Fiammetta Fadda, la cucina in tv è antidoto allo stress
di Barbara Massaro

Chi da una parte del piccolo schermo chi dall'altra, c'è poco da fare, agli italiani piace parlare di cibo. Dietro al fenomeno del moltiplicarsi dei programmi televisivi di cucina c'è la storica passione dell'Italia per il saper vivere e la buona tavola. Secondo il critico eno-gastronomico di Panorama Fiammetta Fadda è questo il motivo che spiega tanto amore per gli chef in tv.

"In realtà - dichiara la Signora Fadda, firma storica della critica e volto televisivo noto agli amanti delle trasmissioni di cucina- la cosa non mi stupisce più di tanto. Agli italiani è sempre interessato il mondo del buon cibo e non mi meraviglia questa tendenza. Cucinare in tv è una cosa che fa spettacolo, questo non va dimenticato; si tratta principalmente di uno show, ma c'è anche la possibilità di apprendere. E poi, diciamocelo francamente, tra telegiornali e trasmissioni piene di violenza e litigiosità tornare a casa, accendere la tv e vedere gente davanti ai fornelli è incredibilmente rilassante e forse la gente ha davvero bisogno di staccare la spina"

Qual'è il target al quale si rivolge questo genere di intrattenimento?

"E' un target molto vario che va dalla massaia al lavoratore, ma anche ai giovani e giovanissimi. Mi accorgo che sono tante le ragazze tra i 25 e i 35 anni ad essere particolarmente curiose in fatto di cucina. Sono figlie, ma anche figli, di madri che magari negli anni 70 hanno fatto la rivoluzione femminista; madri che quindi inorridivano all'idea di insegnare alla proprie bambine come fare un soffritto o preparare una torta e così adesso queste giovani donne sono molto curiose e vogliono colmare un'ignoranza generazionale di cui mi accorgo facendo il mio lavoro. Spesso anche nelle trasmissioni a cui partecipo (Fiammetta Fadda è giudice a "Cuochi e Fiamme" e critico a "Chef per un giorno") mi accorgo che i concorrenti, quando citano la propria cultura culinaria, si riferiscono sempre alle nonne o alle vecchie zie. C'è quindi bisogno di imparare a cucinare e soprattutto a fare la spesa, perchè è la scelta della materia prima la base di una buona cucina. C'è tutto un mondo di buongustai che trova nei blogs e nella tv la possibilità di esprimere una passione. E poi ci sono tantissimi ragazzini. Sa quante volte nei ristoranti vengono bambini di 12, 13 anni a stringermi la mano e chiedermi l'autografo? Hanno una grande passione per i fornelli e sono persino  miei piccoli fans"

Non c'è il rischio che questo moltiplicarsi di offerta saturi il mercato?

"E' così. Secondo me siamo già arrivati al limite massimo. Da qui ci sarà una naturale selezione di quello che funziona e resiste e di quello che è tutto fumo e niente arrosto. Ci sono chef, ad esempio, che usano la tv com vetrina per aumentare i propri affari e che dopo qualche comparsata tornano nel proprio ristorante e raccolgono i frutti della visibilità data dalla televisone; altri come Alessandro Borghese o Simone Rugiati  hanno, invece, scelto di lavorare solo il televisione. Guadagnano abbastanza, si divertono e restano ben lontani dai fumi della cucina del ristorante e dalle magagne dei clienti"

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