Historycast: la storia si impara in podcasting

Uno studente si connette dall'Arizona, un bidello dalla Norvegia, un giornalista dalla Cina, un prete dal Mozambico. E altre migliaia di persone aprono ogni giorno il sito della professoressa Enrica Salvatori. Che ha deciso di portare la divulgazione scientifica di qualità fuori dalle aule universitarie. Grazie al web

di Marta Buonadonna

"Siamo partiti un anno e mezzo fa con l'inizio dell'anno accademico. Mio marito è un lettore accanito di riviste di informatica e mi ha detto: credo che questa cosa del podcasting tu la possa fare a lezione". Così Enrica Salvatori , docente di Storia medievale all'Università di Pisa, ha cominciato la sua avventura nel mondo dei podcast. E dalle lezioni in senso stretto è poi passata all'idea di un podcast per un pubblico più ampio: Historycast .

"Mettersi in rete è abbastanza facile, il problema è essere visti, o in questo caso ascoltati. Ci vuole qualità. Noi abbiamo elaborato questa idea di un sito di divulgazione in cui cerco di fare un ragionamento su come abbiamo interpretato il passato e sull'uso che facciamo della storia". E così ogni puntata, della durata di circa mezz'ora, è dedicata a un argomento: dagli Etruschi a Giulio Cesare, da Re Artù alla peste nera. Il pubblico c'è. "Siamo intorno agli 8-9000 abbonati", racconta soddisfatta Salvatori. Ma chi sono questi aficionados della storia raccontata? "Persone di ogni ceto sociale e, soprattutto, italiani che si collegano da ogni parte del mondo". E non hanno solo voglia di ascoltare, ma anche di dialogare. "Ci scrivono per proporre temi e fare domande e richieste. Uno studente ci ascolta dall'Arizona, un bidello dalla Norvegia, un giornalista dalla Cina, un prete dal Mozambico".

Quanti sono i siti di divulgazione storica o scientifica in Italia? L'esempio di Historycast rappresenta un'eccezione nel senso che "per fare divulgazione di qualità ci vuole tempo e fatica, ci vuole qualcuno che paghi lo sforzo. Nel panorama italiano quelli che vanno per la maggiore sono podcast che hanno alle spalle un editore o un ente promotore". Pochi, insomma, i professori solitari.

Enrica Salvatori che podcast ascolta? "Laterza ha fatto delle ottime cose con le sue lezioni di storia, ma anche Feltrinelli con i podcast di alcuni dei suoi autori, anche di argomento storico. Di ottima qualità sono i podcast della Radio Svizzera . A me poi piace anche quello di Massimo Polidoro che in ogni puntata analizza i grandi misteri".

La divulgazione scientifica continua ad avere successo, non solo in libreria, ma anche sui media non tradizionali. "Io noto un crescente interesse per la storia", conferma Salvatori. "Forse perché la gente si sente invasa da altre culture e cerca le proprie radici". Quanto al mezzo, cambia radicalmente la fruizione dei contenuti. "Nei vari strumenti di internet la gente si vuole sentire libera di andare a cercare i suoi percorsi. Diversamente dalla tv, che offre cose preconfezionate e raggiunge sempre lo stesso pubblico, Internet arriva a persone molto diverse".

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