"Lucio Dalla gay, ma quale ipocrisia? Era solo una persona riservata", parola di Alfonso Signorini

Secondo Alfonso Signorini omosessuale dichiarato, ma anche cattolico praticante la scelta di Dalla di non raccontare la propria omosessualità va rispettata, tanto più ora che non c'è più e intorno al cosiddetto "tabù sui gay" della Chiesa è una falsa questione..

"Lucio Dalla gay, ma quale ipocrisia? Era solo una persona riservata", parola di Alfonso Signorini "Lucio Dalla gay, ma quale ipocrisia? Era solo una persona riservata", parola di Alfonso Signorini

di Barbara Massaro

"E' tutto molto più semplice di quello che dicono e scrivono tv e giornali: se Dalla in 69 anni di vita non ha mai raccontato nulla della sua vita privata, perchè dobbiamo farlo noi adesso che lui non c'è più?" La pensa così Alfonso Signorini a proposito della presunta ipocrisia sulla relazione tra l'artista scomparso e il compagno Marco Alemanno.

I fatti: Lucio Dalla era omosessuale; non l'ha mai dichiarato, tantomeno ostentato, ma neppure nascosto. Da una decina di anni il suo percorso umano e professionale si era incontrato con quello del giovane Marco Alemanno, cantante, fotografo e regista: i due vivevano insieme a Bologna e a Montreux Marco era con Lucio. Nelle ore successive alla morte, però, si è sempre parlato di "amico, stretto collaboratore, assistente, ma mai di compagno", lo stesso è avvenuto in Chiesa (dove Marco ha letto un brano di Dalla tra le lacrime), da qui la polemica.

Direttore qualcuno ha detto che in Italia si ha il diritto di essere gay solo se non si dice di essere gay e ha parlato di grande ipocrisia intorno all'omosessualità negata di Dalla.

"Ma quale ipocrisia...Lucio era un uomo riservato. Nel corso della sua vita non ha mai negato di essere gay, ma non lo ha mai neanche dichiarato. Un po' per carattere, un po' per il profondo rispetto per la madre che ha fatto fatica ad accettare questo aspetto del figlio; quello che mi chiedo io e che in queste ore mi fa tanto arrabbiare è: se lui è sempre stato così e ha scelto di non parlare delle sue preferenze sentimentali, chi siamo noi per mettere in piazza la sua vita privata? Voglio dire, siamo nel mondo dello spettacolo, quale luogo esiste di più adatto per fare coming out e dichiarare i propri orientamenti se lo si desidera, e se, addirittura si vuole fare anche delle battaglie in merito. Lucio Dalla non ha mai avuto questa esigenza, si tratta solo di rispettare la sua volontà"

Quindi è sbagliata la sensazione che si è avuta subito dopo la sua morte, cioè che fosse un uomo solo, la stessa che si è percepita guardando il feretro entrare in chiesa dietro al quale non c'era la "famiglia" in senso tradizionale.

"Lucio aveva una grande, grandissima famiglia: fatta di amici, "figli", "nipoti", gente che lo seguiva e che lo amava. Una famiglia non convenzionale, ma piena d'amore...e l'affetto che ha dimostrato Bologna in queste ore di dolore ne è la rappresentazione più chiara. Il resto sono polemiche sterili e frutto di ignoranza. Sono state scritte delle grandi banalità e stupidità su questa storia"

Qual è la più grande?

"Ma, per esempio, che in Chiesa non si siano suonate le canzoni di Dalla perchè lui era gay. Ma che discorsi sono? Io sono omosessuale e cattolico praticante, e conosco le liturgie..e non si è mai visto che a Messa venissero suonati canti profani. Prendiamo i funerali di Pavarotti. I brani del Maestro, in quel caso, erano tutti sacri... certo non hanno fatto sentire la Turandot. E poi, l'altra cosa, che se fosse stato omosessuale dichiarato non gli avrebbero fatto i funerali in chiesa...ma per favore...."

Quindi secondo Lei non c'è nessun tabù sui gay e nessuna questione morale

"Assolutamente no. Lucio era così. Aveva una famiglia bellissima dove regnava tanto amore che rimarrà nei cuori di chi lo ha conosciuto e amato. Se vogliamo parlare di qualcosa di serio parliamo di diritti. Del fatto che se anche fosse stato eterosessuale, ma non sposato per lo Stato la famiglia d'origine avrebbe avuto molti più diritti sull'eredità dell'eventuale persona designata come erede universale, perchè in Italia funziona così, gay o non gay. E' il concetto stesso di famiglia che andrebbe rivisto, perchè il parametro di riferimento non dovrebbe essere se uno è sposato o no, ma quanto siano forti i sentimenti che uniscono le persone e nel caso di Lucio la lezione d'amore che ci ha lasciato è immensa."

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