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Tatuaggi e piercing salvatevi la pelle

Gianfranco Bangone  7/8/2006

Disegni eseguiti con inchiostri a rischio, buchi fatti usando materiali poco sicuri. Lo denuncia un rapporto europeo. Che prepara regole più severe e offre qualche buon consiglio

Del resto, basta sfogliare una qualsiasi rivista: le foto dei personaggi famosi sono un vero catalogo di tatuaggi cui ispirarsi: dall'angelo apocalittico che emerge dalla pancia di Asia Argento al gladiatore che troneggia sul braccio destro di Francesco Totti.
Non stupisce quindi che, secondo stime della Commissione europea, il 10 per cento della popolazione in Europa abbia un piercing o un tatuaggio. Negli Stati Uniti le persone tatuate sotto i 35 anni sarebbero oltre il 30 per cento. In Germania si sono convertiti al piercing oltre 2 milioni di persone, mentre in Gran Bretagna 4 mila professionisti praticano un milione di tatuaggi l'anno.

In Italia mancano dati ufficiali sulla popolazione adulta, ma è indicativa un'indagine dell'Eurispes del 2002: il 25 per cento delle ragazze sfoggia un piercing, nella grande maggioranza dei casi all'ombelico (tra i maschi, il 14 per cento); e, sempre secondo l'Eurispes, il 7 per cento dei maschi e il 6 per cento delle femmine fra 12 e 18 anni hanno già un tatuaggio. Davvero una cifra rilevante per una pratica che in origine era considerata rito di iniziazione per carcerati, marinai e persone socialmente ai margini.

Prima di farsi tentare dall'idea di un tatuaggio, è meglio sapere quali rischi si possono correre se non ci si affida a buone mani. Esperti della Commissione europea hanno lavorato a una serie di documenti per ottenere un quadro scientifico di questa moda e arrivare a linee guida internazionali. Hanno esaminato pigmenti, coloranti, materiale per piercing. I risultati, appena divulgati, dicono che: gli inchiostri utilizzati, soprattutto dai tatuatori non professionisti (quelli che si trovano sulle spiagge o fuori dalle discoteche), spesso non sono conformi perché provengono da una produzione pensata per altri usi, per esempio per l'industria della plastica.

La conseguenza è che possono provocare allergie molto forti e vari tipi di infiammazioni cutanee. Nel 18 per cento dei casi, sempre in base a questo rapporto, esiste il pericolo di contaminazioni microbiologiche, da pseudomonas e streptococcco, provocate dai coloranti (in particolare nei tatuaggi cosmetici). Negli inchiostri conformi invece la presenza di alcol al 15 per cento garantisce la sterilità. In caso contrario, c'è anche il pericolo che contengano amine cancerogene: sono state trovate nel 17 per cento dei casi.
Sul piercing l'indagine di Bruxelles ha evidenziato degenerazioni delle cartilagini del naso e delle orecchie. Anche se gli strumenti sono sterili, il foro è pur sempre una piccola ferita che, se non viene tenuta pulita, può infiammarsi e infettarsi. In Gran Bretagna circa la metà dei piercing effettuati richiede cure mediche postintervento.

In Italia il ministero ha appena approvato una circolare che disciplina il settore, mentre in alcune regioni (Trentino-Alto Adige, Lazio, Puglia e Campania) per effettuare piercing e tatuaggi occorre un patentino. Entro la fine dell'anno la Commissione europea promulgherà norme molto severe. E dal 2004 i pigmenti dovranno superare una serie di test prima di essere iscritti in un registro. "Ben vengano le regole, perché in questo ambiente c'è molto sommerso" commenta Giuseppe Serra, presidente dell'Associazione tatuatori italiani. Aggiunge Miki Vialetto, storico del tatuaggio e direttore di due riviste sull'argomento: "Se negli anni 70 i tatuatori italiani si contavano sulle dita delle mani, ora sono migliaia".
I pionieri del tattooing sono ancora sulla breccia. Uno dei più noti è Marco Leoni, bolognese, che ha soggiornato a lungo in Usa, Oriente e Sud America, ed è considerato un mago del tatuaggio. "Da me arrivano le persone più disparate, non solo giovanissimi. In genere gli over 40 chiedono disegni piuttosto impegnativi. Recentemente ho avuto un cliente di 78 anni che si è fatto tatuare un'ancora e un veliero sul braccio".
Nello studio di Leoni quattro clienti su cinque chiedono tatuaggi tribali, un motivo geometrico, in genere nero, che assomiglia molto a un bracciale o a un monile disegnato, e si può completare in una seduta.
Tanto per fare un raffronto, una schiena interamente disegnata richiede quattro-sei mesi di lavoro. "All'inizio i tatuaggi si facevano solo su braccia, gambe, torace, ora sono in tanti a volerli sui piedi" racconta Leoni. "Per il resto c'è grande richiesta di disegni con pigmenti brillanti, di colore quasi acrilico".

GUAI DA EVITARE
Questi i principali pericoli, se ci si affida a personale non autorizzato

Tatuaggi
  • Infezioni (stafilococco e pseudomonas) a causa di scadente disinfezione della pelle o della contaminazione dell'area trattata se non si usano guanti sterili.
  • Allergie provocate dagli inchiostri, soprattutto rossi (mercurio), verdi (cromo), blu (cobalto).
  • Reazioni cutanee prodotte dall'esposizione al sole.
  • Infezioni virali (aids, epatite B e C).

    Piercing
  • Problemi a carico delle cartilagini (orecchio e naso).
  • Sanguinamento pronunciato (soprattutto lingua).
  • Irritazione cronica in prossimità dei fori.
  • Infezioni batteriche.
  • Allergie.
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    Per i tatuaggi in genere si impiegano sali di metallo: cadmio per il giallo, cromo per il verde, cobalto per il blu, sali di ferro per i marrone-ocra, solfato di mercurio per il rosso e china per i colori di tonalità blu-nero. Una normativa europea prescrive che i pigmenti siano certificati per uso alimentare e cosmetico, ma non tutti i paesi comunitari, fra cui l'Italia, hanno adottato tali regole.


    Al di là del motivo scelto e dell'ampiezza del disegno, è essenziale rivolgersi ai professionisti, che lavorano sotto il controllo delle asl. "Solo così si evitano infezioni batteriche e virali" mette in guardia Patrizia Teofoli dell'Istituto dermopatico dell'Immacolata, che spesso rimuove tatuaggi di cui la gente si è pentita. "Oggi abbiamo più che altro casi di allergie ai coloranti". In tal caso, l'unica soluzione è rimuoverlo. Si usano laser di ultima generazione che producono impulsi di qualche nanosecondo e, riscaldando il pigmento, rompono i legami chimici delle molecole: il colorante viene degradato ed eliminato dal sistema linfatico. Per ogni colore c'è una frequenza ottimale di laser e di solito dopo 7-10 giorni dall'ultima applicazione il tatuaggio scompare. "Con i laser Q-Switch" spiega Teofoli "si ottengono buoni risultati, con poche controindicazioni. Il colore più facile da cancellare? Il nero".

    Per evitare di scoprire, solo dopo, che si è allergici ad alcuni pigmenti, sarebbe buona norma sottoporsi a test dermatologici. Il solfuro di mercurio, che si usa per il rosso, può dare reazioni allergiche, così come il seliniuro di cadmio per il giallo, che talvolta innesca reazioni fotosensibili.
    Se il tatuaggio permanente presenta rischi, non sempre quello all'henné è del tutto sicuro. Il ministero della Sanità francese addirittura sconsiglia i tatuaggi "turistici", in voga in molte spiagge, che durano un paio di settimane, praticati con una pasta a base di henné. In molti casi si è riscontrata la presenza di parafenilenediamina e diaminobenzeni, in concentrazioni tali da provocare dermatiti.
    Allergie e infezioni sono anche i rischi del piercing, specie se fatto in zone delicate o problematiche, come pancia, sopraccigli o lingua. Un'indagine di The Lancet rivela che, a seconda della parte del corpo, può provocare infezioni dal 10 al 30 per cento dei casi. Per il piercing alla lingua ci si deve nutrire esclusivamente con un'alimentazione liquida per una settimana; e in certi casi può dar luogo a forme pronunciate di sanguinamento.
    Per i fori è bene utilizzare solo acciaio chirurgico, oro a 18 carati o platino; e soprattutto rivolgersi a studi professionali che possano garantire le necessarie forme di igiene.
    Proprio per evitare rischi i "bucatori" che aderiscono all'associazione Professional piercers si sono dati un codice di autoregolamentazione: l'intervento va fatto rispettando precise regole igieniche e strumenti sterilizzati, anellini o brillanti devono essere di materiali sicuri (l'Unione Europea ha proibito il nichel) e delle giuste dimensioni, a maggior ragione se il piercing riguarda la bocca.
    Per i minorenni, occorre il consenso dei genitori. Va poi sconsigliato in situazioni a rischio, come irritazioni cutanee, particolari problemi cardiaci, malattie autoimmuni e, naturalmente, se si aspetta un bambino.

    PER TOGLIERLI CI VUOLE IL LASER
    Eliminarli si può, anche se occorrono tempo e soldi

    Per rimuovere i tatuaggi i dermatologi utilizzano laser con diverse frequenze. L'operazione va fatta con grande attenzione e molto dipende dal tipo di tatuaggio e di epidermide.
    È più fastidiosa che dolorosa e, nei casi di tatuaggi multicolori ed estesi, occorrono molte sedute (a volte persino 15).
    Nel giro di una decina di giorni dopo l'ultima seduta, la pelle in genere torna normale e uniforme. Tutto questo vale, naturalmente, se il tatuaggio è stato fatto negli studi professionali.
    Il colore che risponde meglio al trattamento è il nero, ma si ottengono buoni risultati anche con altre colorazioni.
    Il numero delle sedute necessarie varia secondo l'ampiezza del tatuaggio e il numero di colori usati, ma se il tatuaggio è stato eseguito a regola d'arte la rimozione è completa e non presenta particolari controindicazioni.
    I laser sono quelli di ultima generazione, come il Q-Switch, e in genere la scomparsa avviene a 7-10 giorni dall'ultimo trattamento.
    Per rimuovere i pigmenti si usano diverse frequenze. Lo Yag 1064 va bene per i colori nero e blu e nelle carnagioni scure, dove la rimozione con il laser può lasciare aloni. Lo Yag 532 funziona per rosso, viola e arancio.
    Il laser all'alessandrite è attivo per il verde, ma anche per il blu e il nero.

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