CHIRURGIA PLASTICA: ARRIVANO LE OPERAZIONI CONVENZIONATE
Dottore, mi prescriva un lifting
Mariella Boerci 11/6/2004
La novità: interventi estetici in una struttura pubblica e a prezzi calmierati. Con questa sorprendente iniziativa il Fatebenefratelli di Benevento rivoluziona il prosaico mondo della bellezza. L'intento è etico-sociale.
La prima è stata un'estetista di Napoli: «Vorrei un seno adatto alla mia vitalità». Intendendo, per «vitalità», una circonferenza minima di 90 centimetri. Seguita a ruota da un impiegato romano cinquantenne: «Voi eseguite anche infiltrazioni di Botox?». Con queste due telefonate, il 7 giugno, si è inaugurato il primo centro italiano di dermochirurgia estetica a prezzo politico avviato dall'Ospedale Sacro cuore di Gesù dei Fatebenefratelli di Benevento, nel reparto libera professione annesso alla dermatologia, diretta da Antonia Galluccio. In una società ossessionata dal mito della bellezza e della forma (i dati Censis 2003 parlano di 180 mila interventi di chirurgia plastica), ma anche dominata da una cultura cattolica che si fonda sull'accettazione del dolore e quindi pure di un naso tremendo, la svolta di questi frati che pubblicamente benedicono «il ritocco» appare sorprendente e coraggiosa. Tanto più che scavalca un sistema sanitario nazionale alquanto assente in materia. Per esempio, non ha mai regolamentato una specialità che conta in Italia 800 addetti (i chirurghi iscritti alla Sicpre, Società italiana di chirurgia plastica e ricostruttiva) ma che in realtà viene praticata da circa 4 mila sedicenti «maghi del bisturi estetico».
Incompetenti spesso e, a volte, neppure laureati, come nel caso di Paolo Viviani, milanese, frequentato da vip e starlette televisive, arrestato nel suo studio-sala operatoria appena qualche giorno fa. Spiega il priore del Fatebenefratelli beneventano Gerardo D'Auria: «La nostra idea era fornire un servizio di qualità in una struttura ospedaliera di prim'ordine e a prezzi che saranno circa un terzo rispetto a quelli chiesti nelle strutture private, per evitare che chi non può permettersi le costosissime tariffe delle cliniche finisca nello scantinato di ciarlatani senza scrupoli. Mettendo così a repentaglio non solo il risultato tecnico-estetico dell'intervento, ma la vita stessa».
I frati dichiarano dunque un obiettivo etico, prima di tutto. Ama sottolinearlo anche Antonia Galluccio, specialista in dermatologia e venereologia, cui si deve l'idea (rimasta in incubazione per un anno e mezzo) di questo servizio. Afferma: «Non vedo niente di male nel desiderio diffuso di apparire più belli e più giovani. Perfino i neonati mostrano di essere attratti dalla grazia fisica, perché noi non dovremmo esserlo? Quello che non accettiamo sono certi stravolgimenti estetici tanto in voga adesso. Per questo chi si rivolgerà alla nostra struttura sarà guidato nelle scelte da un'équipe composta da un dermatologo, un chirurgo plastico e uno psicologo, che analizzeranno i disagi e le aspettative per tenersi in ordine senza eccessi».
| D'ORA IN POI RIFATEVI BENE, FRATELLI Fra Gerardo D'Auria, 43 anni, racconta l'iniziativa chirurgico-estetica di Benevento Senza dubbio fra Gerardo D'Auria, 43 anni, mostra di essere un uomo del nostro tempo. Nominato da appena un mese priore dell'Ospedale Fatebenefratelli-Sacro cuore di Gesù di Benevento, il 5 giugno ha firmato un accordo che, a partire dall'inizio di settembre, promuove per la prima volta in Italia un servizio di dermochirurgia estetica all'interno di una struttura pubblica in regime libero-professionale, ma con tariffe «sociali» (inferiori fino a un terzo alle strutture private). Questo significa che perfino i frati si sono arresi alla neopagana dittatura della bellezza o che hanno fiutato il business? «Né una cosa né l'altra» è la risposta di fra Gerardo. L'iniziativa dell'ordine ospedaliero religioso più antico del mondo (i Fatebenefratelli sono attivi nella sanità da oltre 500 anni con circa 300 strutture in tutto il mondo) parte semmai «prima di tutto proprio da una scelta etica. L'obiettivo, infatti, è mettere a disposizione delle persone meno abbienti una chirurgia di qualità e strutture sicure evitando quelle speculazioni che nel campo, purtroppo, sono oramai molto frequenti». Una cosa che sicuramente il priore non intende fare è mettere l'ospedale beneventano «in concorrenza con le cliniche della zona quando operano con competenza». Ai frati il business non interessa («Abbiamo calcolato i prezzi all'osso e ancora stiamo cercando di ridurli») ma i pazienti sì. E stanno lavorando per aiutarli anche psicologicamente: «Chi si affida al bisturi perché non si accetta mostra una sofferenza che va analizzata». Per questo dell'équipe farà parte anche uno psicologo. |
Come hanno fatto Galluccio e Camillo Pignata, affermato chirurgo plastico napoletano che, avendo optato per la libera professione, opera da anni solo in tre cliniche di Napoli, Roma e Milano. «Per me è una sfida» dice Pignata. Qualità promessa e prezzi bassi. Qualche esempio? Una rinoplastica costerà 2.500 euro anziché gli 8 mila di mercato; oppure, da 3 mila a 4.500 euro l'aumento del seno, che di norma arriva invece fino a 12.500 o più, per citare due interventi fra i più richiesti. E per i filler antirughe «i frati hanno una lunga tradizione di terapie dermatologiche ed estetiche» assicura Galluccio. Per questo non mancheranno sia le cure galeniche («Personalizzate»), sia gli ultimi ritrovati come acido ialuronico e botulino.
Cancellare le rughe non è un problema per i frati, tantomeno per la dottoressa Galluccio: «Semmai la questione è il ricorso alla chirurgia plastica per cancellare se stessi». Cosa che, al Fatebenefratelli non sarà possibile. «Siamo per un'estetica etica» afferma fra Gerardo. Il quale, ora che il centro è attivo, teme «un'ondata di richieste da tutta Italia». E potrebbe accadere, visto che l'iniziativa è per ora unica. Mentre i casi di frode (riuscita o tentata) al servizio sanitario nazionale e alle assicurazioni per gli interventi di chirurgia estetica si moltiplicano. A Torino, nel reparto di chirurgia plastica diretto da Guido Borsetti, e a Verona, in quello di Dino Barisoni, se l'intervento estetico è contemporaneo a quello funzionale (per esempio, setto nasale e rinoplastica), il servizio sanitario riconosce tutti i costi dell'operazione addebitando al paziente solo l'intervento estetico.
Qualcosa di simile al Fatebenefratelli, che dopo l'esperimento di Benevento medita di avviare lo stesso servizio in altre città. «Una scelta di rinnovamento nella continuità» per il priore D'Auria. «Sempre che ci siano le condizioni» ribattono dalla casa madre romana. Approva l'iniziativa Alessandro Massei, presidente della Sicpre: «E bravi questi frati! Garantendo la qualità degli interventi sia con una struttura pubblica sia con la professionalità dei medici, hanno aperto una nuova strada alla chirurgia plastica moderna».
| E LA POLIZZA RIMBORSA LA SPA Così le assicurazioni si adeguano alla mania della forma Stress professionale? Insonnia da superlavoro? Se alla ricerca del benessere perduto il manager sceglie la beauty farm, oggi l'assicurazione rimborsa i trattamenti. Non solo il bagno di fieno o l'impacco d'alghe ma perfino il massaggio coreano sciogli-tensione (fino a un massimale di 250 mila euro all'anno) purché sia stato prescritto da uno specialista. Lo prevede una speciale polizza sanitaria nata il 1° gennaio 2004 dall'accordo fra un'importante società europea di brokeraggio assicurativo, la Jlt-Siaci, e alcune primarie compagnie di assicurazione nazionali e internazionali. «In cinque mesi sono stati oltre 2 mila i manager e i piloti d'aereo che l'hanno sottoscritta e moltissimi quelli che ne hanno già usufruito» assicura Rosalba Acquaviva, responsabile employee benefit della Jlt-Siaci di Milano e ideatrice della innovativa polizza. Che può essere estesa a tutto il nucleo familiare dell'assicurato come ogni polizza sanitaria. Il costo annuale? Per coprire una salute a tutto campo, compresa la chirurgia estetica fino a 50 mila euro nel caso in cui la bellezza sia stata compromessa da un infortunio, occorrono da 800 a 3.500 euro. |





