UNIONI ECCELLENTI: IL MATRIMONIO DI JOHN ELKANN E LAVINIA BORROMEO
Fiat wedding
Antonella Piperno 27/8/2004
Cinquecento invitati, due isole blindate, abito di Valentino e torta col Lingotto. I retroscena del sì dell'anno. Regale, ma con lista di nozze ai grandi magazzini.
Dalla lista di nozze: sì, bisogna proprio partire da microonde, lampade e frullatori per comprendere lo stile del matrimonio dell'anno, in scena sabato 4 settembre sull'Isola Madre, perla del Lago Maggiore. Ovviamente un perfetto stile Agnelli quello di John Elkann, 28 anni, detto Jaki, schivo vicepresidente della Fiat, fidanzato da sei anni con Lavinia Borromeo, 26 anni, detta Lav, fascinosa discendente del casato che ha per motto «Humilitas» e nello stemma i colori rosso e blu. In omaggio ai quali Jaki ha voluto come dono di nozze alla sposa un anello in rubini e zaffiri.
Accanto a prestigiosi negozi di antiquariato, i nubendi per la lista di nozze hanno scelto anche La Rinascente milanese di corso Vittorio Emanuele. Mettendo in lista, come due sposini qualsiasi, «tovaglioli riga multicolor», da 1 euro e 40 l'uno, lenzuola matrimoniali di cotone da 48 euro e cuscini di varie taglie, compreso uno anticervicale, per i doloretti al collo da cigno di lei. Unica concessione al lusso (a parte il dettaglio che La Rinascente è controllata dall'Ifil, società della galassia Agnelli), una coperta di cachemire color panna, a 885,60 euro.
Il figlio di Margherita Agnelli e Alain Elkann e la figlia del conte Carlo Borromeo e dell'ex modella tedesca Marion Sybille Zota, ormai segnalati come i Felipe di Spagna e Letizia Ortiz italici, hanno preferito l'understatement anche per le partecipazioni, in cartoncino écru dei milanesi Raimondi e Pettinaroli. Niente genitori fieri e festanti ma un semplice (triplo cognome di lei a parte): «Lavinia Borromeo Arese Taverna e John Elkann annunciano il loro matrimonio». E poi: «Il matrimonio sarà celebrato nella Cappella dell'Isola Madre». Dove, davanti all'officiante, l'arciprete di Sant'Ambrogio Biagio Pizzi, ai testimoni (lo zio Giberto detto Gibì e i fratelli Carlo e Beatrice per Lav, i fratelli Lapo e Ginevra e il cugino Alessandro Nasi per Jaki) e ai soli 30 invitati ammessi nella piccola chiesetta, alle 18.30 lo stile comincerà a discostarsi da quello degli sposini con lista ai grandi magazzini.
L'abito di lei, corredato da un velo che il casato si tramanda da generazioni, è di Valentino, regalato a Lavinia da Matteo Marzotto, fratello di Paola, seconda compagna del conte Carlo, e direttore generale della maison di alta moda. Per calibrare l'effetto scenico dello strascico Valentino si è informato su misure della porta della chiesa, lunghezza della navata e altezza della sedia. Il tight di lui l'hanno confezionato Anderson and Sheppard, sarti inglesi che oltre agli Elkann vestono il principe Filippo, Sean Connery e Tom Cruise.
Niente da fare per chi sabato volesse fare un giro alle Borromee, sborsando ai conti proprietari delle due isole i 15 euro per la visita guidata. Gli zii di Lavinia, Bona e Gibì, che hanno organizzato l'evento («Facendosi carico di tutti gli oneri» recita il comunicato di casa Borromeo) con la consulenza artistica di Beppe Modenese e il catering di Ernesto Mauro, ne hanno disposto la chiusura. E a pattugliare il Lago Maggiore penseranno motovedette di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza. I 500 invitati saranno prelevati da taxi-boat da 30 persone, diretti all'Isola Bella per la cena nel barocco Palazzo Borromeo, preceduta dall'aperitivo nel secentesco giardino. Gli sposi arriveranno su un motoscafo impreziosito da un mazzolino di rose bianche sulla prua.
L'isola sfoggerà il gotha della politica e della finanza, il premier Silvio Berlusconi e il presidente Fiat Luca Cordero di Montezemolo in testa. E poi il numero uno della Pirelli Marco Tronchetti Provera e Marta Marzotto.
Non mancherà l'invitatissimo principe Carlo Giovanelli, che agli sposi ha regalato un frullatore multiuso, «perché ho saputo che hanno bisogno di utensili da cucina». È incerta la presenza di Martina Stella, fidanzata di Lapo: è impegnata nella giuria dei corti al Festival di Venezia, ma un elicottero potrebbe trasportarla alla festa.
Nel palazzo, a occuparsi degli invitati, 100 camerieri, 20 cuochi e altrettanti sommelier che proporranno brindisi bipartisan, italo-francesi, tra prosecco Aneri e champagne Veuve Clicquot. Per familiari e autorità un grande tavolo placé. Per gli altri libertà di scegliersi i commensali. Tovaglie di fiandra color senape, con composizioni di uva e limoni.
Nel buffet, sformato di riso, raviolini con fonduta, minicotolette. Niente bomboniere, fanno tanto matrimonio cheap, ma cestini di confetti sui tavoli. Gli sposi, ai quali un dj garantirà giovanilistiche danze, un ingrediente da matrimonio superclassico se lo sono concesso: la torta nuziale, pan di spagna, crema e fragoline di bosco. Sormontata però non dai classici innamoratini di Peynet bensì dal Lingotto e dall'unicorno, simboli delle dinastie Fiat e Borromeo.
(Ha collaborato Isabella Colombo)
| TORINO LI FESTEGGIA ALLA MOLE Il 13 settembre cocktail sabaudo nel Museo del cinema Se per cerimonia e pranzo nuziale ha abdicato, lasciando alla sposa la scelta della location nelle isole Borromee, Torino si accaparrerà gli sposi lunedì 13 settembre. Quando, nella sua giornata di chiusura settimanale, il Museo del cinema della Mole Antonelliana ospiterà il cocktail che John Elkann organizzerà per presentare ufficialmente la sposa a 300 torinesi e alla città sabauda, dove i due abiteranno. Scelta giovanilistica e parecchio alternativa rispetto al paludato Circolo del whist caro agli Agnelli. Non per niente al Museo del cinema è stato da poco girato il film cult Dopo mezzanotte di Davide Ferrario: la storia d'amore, leggermente più proletaria rispetto a quella Lavinia-Jaki, tra il custode del museo e una torinese della periferica zona Falchera. |





