| DILEMMI DA SALOTTO: L'IMPORTANZA DELL'ODORE MASCHILE | ||
| «Ma l'omo ha da puzzą?» | ||
| Una classifica Usa mette a nudo i divi e il loro rapporto con la saponetta. Con effetti devastanti sui sex symbol, da Brad Pitt a Russell Crowe. Mentre il fronte femminile si spacca e molte ammettono che una giusta dose di afrore accende la passione. Confortate, a sorpresa, dagli scienziati. | ||
| di Romana Liuzzo | ||
| 21/1/2005 | ||
| URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001028871 | ||
| Anche i divi sudano. E, per dirla fuor di metafora, spesso puzzano. Molte star del cinema e della musica sembrano avere un cattivo rapporto con acqua e sapone. Ma non a tutte le signore la cosa dispiace. Anzi, c'è chi sostiene che l'odore della pelle al naturale sia un forte richiamo sessuale. Mikael Jagerbrand, esperto svedese di showbiz, ha stilato e presentato a Los Angeles una classifica dei divi meno profumati d'America. Al primo posto della top ten degli odori forti, a sorpresa, Brad Pitt. Ma l'affascinante interprete di Troy è in buona compagnia: lo seguono a ruota Russell Crowe, il giovanissimo interprete di Star Wars, Hayden Christensen e un mito della musica internazionale, David Bowie. Nei giorni scorsi, durante la sua fugace apparizione romana in Campidoglio, qualcuno ha confermato la classifica definendo l'odore di Brad Pitt «nauseabondo». Insomma, per fortuna che il grande schermo ancora non coinvolge l'olfatto, visto che, a sentire un aneddoto raccontato da alcuni colleghi del divo americano, al suo esordio ci fu addirittura una protesta di massa per l'olezzo che proveniva dai suoi abiti. Resta il fatto che, indiscutibilmente, il protagonista di Vi presento Joe Black fa impazzire le donne. Comunque. Con o senza scia di sudore. Ma l'uomo (divo o no che sia) ha davvero «da puzzà», come si dice a Roma? Quanto conta l'olfatto per far scattare l'attrazione fisica tra i due sessi? C'è chi preferisce il maschio inodore e chi si eccita con gli effluvi forti. C'è chi giura che una perfetta alchimia tra due amanti possa esserci solo se i ferormoni (ormoni che giocano un ruolo nel comportamento sessuale) si fanno sentire e chi, invece, fa fare una doccia all'amato prima e dopo i rapporti e lo cosparge di colonia. I pareri in materia sono diversi e contrastanti. Ogni signora ha la sua personale teoria. La sua esperienza di vita. E anche qualche aneddoto da raccontare. «L'uomo per me deve odorare di buono, essere sempre profumato. Quando ho avuto il solo sospetto che la persona con cui dovevo uscire non fosse proprio lavatissima, ho evitato di approfondire il rapporto. Odori forti? Mai e poi mai. E poi ci sono dei profumi che adoro» dice categorica la giornalista del Tg5, Cesara Buonamici. Di tutt'altra opinione è l'esperta di comunicazione, Tiziana Rocca (moglie del regista Giulio Base), che teorizza: «C'è momento e momento. In pubblico, fuori di casa, si deve comunque e sempre profumare. Nell'intimità è tutt'altra cosa. Gli odori sono ammessi. Anzi, una sana nota di sudore mi eccita. Si parla naturalmente di persone pulite, cui può capitare a letto o durante la ginnastica di non essere del tutto profumate. In questi casi, ben vengano gli odori naturali. L'alito, invece, per me deve essere sempre perfetto. Su quello non transigo». La pasionaria nera Alessandra Mussolini, leader di Alternativa sociale, in materia ha le idee chiare: «È scientificamente provato che l'odore della pelle influisca sull'attrazione, con i ferormoni. Ma io non ne tollero un livello superiore allo 0,5 per cento. Nel senso che per me l'uomo "ha da profumà". Adoro annusare la camicia pulita. L'uomo deve essere vestito, nudo fa ridere, e con un odore naturale». Lavinia Biagiotti, stilista, pensa che l'amore vada vissuto a 360 gradi con tutti e cinque i sensi, olfatto compreso. «L'odore della pelle è fondamentale, è un fatto chimico. Quando produciamo profumi, facciamo appositi studi sull'argomento. Io amo gli odori forti e virili. E anche un buon profumo può esserlo, senza coprire del tutto l'aroma della pelle» spiega la stilista.
«L'uomo ballerina che si porta la scia di fiori e lavanda non mi piace. Non mi attrae. Non dico che mi stimoli l'uomo che puzza o, peggio, che non si lava. Ma l'odore naturale del maschio è un elemento di seduzione» commenta la giornalista, figlia d'arte, Caterina Stagno. Stessa lunghezza d'onda per la deputata della Margherita Carla Rocchi, che elabora: «Il deodorante? È una difesa. Se gli uomini non lo mettessero rischierebbero di avere molte donne attorno. Gli animali come si riconoscono? Per l'odore, non certo per il titolo di studio. E noi siamo animali. Quel che conta è che l'odore dell'altro sia compatibile con il nostro. È una questione ormonale». E per chi non è ancora convinto, senza scomodare Napoleone che scriveva all'amata «Non ti lavare, sto arrivando», per giungere alle stesse conclusioni, ovvero che il principe azzurro (o la principessa) si riconosce con il naso, lo svizzero Claus Wedeking dell'Università di Berna ha chiesto a un gruppo di donne di annusare T-shirt usate da appartenenti al sesso maschile e di scegliere quella più sexy. Il risultato? Ogni signora ne ha scelta una diversa. Secondo la neuropsichiatra, Francesca Fabbrizi, «la parte più antica del nostro cervello si chiama cervello olfattivo, e non è un caso. È la parte che noi usiamo di più, soprattutto da piccoli. Che ci fa riconoscere la mamma, le sue carezze, dall'odore della pelle. Ma anche i fatti della nostra vita, belli o brutti che siano, sono quasi sempre ricollegabili a un profumo. C'è qualcuno che ha la nevrosi della pulizia e arriva a lavarsi le mani in continuazione o a mettere un asciugamano sulla sedia dove sta per accomodarsi. La paura degli odori e di conseguenza dello sporco è paura del contatto con il resto del mondo». Sembra poi che gli odori in generale, non solo quello della pelle, abbiano un effetto sul nostro modo di agire. In Giappone la Shimizu, terza azienda edile del paese, ha ideato diffusori di aromi negli impianti di aria condizionata dei palazzi in funzione dell'uso: antistress negli uffici, antibatterici negli ospedali, tranquillanti nel metrò. Chissà se qualcuno realizzerà il sogno di Grenouille, protagonista dal fiuto finissimo, che nel romanzo di Patrick Süskind Il Profumo perseguiva un solo obiettivo: dominare il cuore degli uomini creando un'essenza capace di far nascere l'amore in chiunque la fiutasse.
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