VACANZE A SCROCCO LA RECITA DI UNA VENTENNE ARABA
Finta principessa cerca e trova vero fesso
Massimiliano Lazzari 15/7/2005
Ogni sera aragoste e champagne nei migliori ristoranti di Porto Cervo. Suite e acquisti griffati. Calciatori e guardaspalle messi sotto contratto, taroccato. Storia di una falsa emira del Dubai che ha fatto fibrillare la Sardegna vip.
Gli ospiti di inizio estate della Costa Smeralda non smetteranno presto di parlare della loro fortuna per aver conosciuto la bellissima e giovanissima principessa Rania del Dubai e avere bevuto gratis champagne Cristal per una settimana.
Lei, una seducente diciannovenne, figlia di un emiro, accompagnata dal promesso sposo italiano, un calciatore di serie C, cenava tutte le sere ad aragoste e champagne, dormiva in hotel a cinque stelle e in discoteca ordinava e offriva bottiglie magnum di Cristal da 2 mila euro l'una.
A cena nei ristoranti più esclusivi radunava intorno a sé vip del pallone e dello spettacolo, li incantava raccontando ai calciatori di suo padre che possiede cinque squadre nel Dubai, di uno yacht talmente grande che non può entrare a Porto Cervo.
Ma raccontava anche storie di aerei privati e dei pozzi di petrolio di famiglia, fino al suo velo decorato con diamanti e oro zecchino costato 70 mila euro.
Era tanto convincente che una notte, nella discoteca Sottovento, ha comprato un calciatore del reality di Italia 1 Campioni.
Il fortunato, Claudio Moschino, era tanto euforico che ha svegliato alle 6 del mattino i suoi compagni, vantandosi della promessa di un contratto per giocare nel Dubai da ben 12 milioni di euro l'anno.
All'Orso, esclusivo ristorante di Poltu Quatu, mettevano sempre la musica della principessa per non farla soffrire di nostalgia, portava lei i cd (taroccati), ore e ore di melodie arabe che hanno persino suscitato i reclami degli altri clienti.
Era una Costa Smeralda da Mille e una notte con Rania del Dubai. Ma la favola della principessa è durata poco più di una settimana.
Tutti hanno creduto alla storia, ma fino a un certo punto, visto che alla fine lei non pagava mai, faceva intravedere la rarissima American Express Black (falsa) per poi dire: «Oggi ho solo questa, ma ho paura delle clonazioni, pagherò domani con un'altra».
Tutti, anche se con una punta di dubbio, aspettavano, sperando poi in generose mance.
La cenerentola nata a Casablanca e residente ad Agrigento ha perso la scarpetta la notte in cui al lussuoso hotel Meliá di Poltu Quatu è arrivata la polizia: si erano accorti che la carta di credito era vuota e che la principessa non aveva i soldi per permettersi tutto questo lusso.
Ed ecco il colpo di scena: Rania si chiama davvero così ma non è affatto un'emira araba. Fa la cameriera in una villa di Baja Sardinia.
Che scoop per tutti quelli che nella settimana in cui si è svolto il torneo Gti Event organizzato da Lele Mora, calciatori e vip vari, avevano conosciuto e parlato con la principessa.
Soprattutto quella sera che lei aveva prenotato tutto il privé del Billionaire che di solito occupa il proprietario, ovvero Flavio Briatore, quando si svolgeva una cena offerta dallo stesso Mora.
Il capo pierre Roberto Fantauzzi ha preteso il pagamento anticipato della costosa bottiglia magnum di champagne Cristal e lei, dopo aver chiesto se poteva pagare il giorno dopo, ha ripiegato su un bicchiere di vodka lemon.
Una volta identificati dalla polizia, lei e il fidanzato calciatore vengono rilasciati. Altro colpo di scena: lei sparisce, lascia il promesso sposo in albergo, abbandonato o d'accordo, chi lo sa. In attesa che vengano i genitori di lui a saldare i salati conti: 12 mila euro alla discoteca Sottovento, qualche migliaio in albergo, altrettanti all'Orso e così via. «Da noi mangiava aragoste, pesce crudo e tutto quello che costava di più» raccontano Stefanino e Jacqueline Alviani, gestori dell'Orso. «Era anche capricciosa, una volta è andata persino in cucina a lamentarsi con lo chef perché nell'aragosta alla catalana la cipolla non era tagliata alla julienne».
Là dove un semplice caffè costa 7 euro Rania è riuscita a fare una vita da favola senza spendere un euro.
Tra le avventure della finta emira (correggeva così chi la chiamava «principessa») c'è stato anche lo shopping da Dolce & Gabbana, nella piazzetta di Porto Cervo. È entrata, scegliendo i modelli più costosi. Diceva indicando con il dito e non provando alcun capo: «Voglio questo, quello, quell'altro...».
Totale: 12 mila euro di vestiti, da recapitare sulla barca dei genitori, un panfilo a tre piani appena giunto in porto.
Quando il commesso è arrivato davanti alla barca è stato bloccato da una guardia del corpo che diceva di non saper nulla. Improvvisamente dal nulla è spuntata lei, in arrivo dal porto, dicendo trafelata: «Lasci, lasci, è per me».
Ma il commesso non ci è cascato: senza pagamento i capi li ha riportati indietro, anche davanti alla visione del megapanfilo.
Una cosa è certa: in Costa Smeralda si continua ancora a raccontare della «principessa» e qualcuno addirittura piange.
No, non sono i gestori dei posti dove lei godeva i lussi, risarciti poi dai genitori del ragazzo, ma è proprio lui, il calciatore. Se non per amore, almeno per la Ferrari che lei diceva di aver ordinato per lui come regalo di fidanzamento.





