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Panorama   Archivio   Belli d'Italia

ADONI - NON SOLO SCAMARCIO

Belli d'Italia

Laura Maragnani e Isabella Colombo  9/1/2006

Ma anche Montano, Cupo, Pecci, Russo e Rosolino. Il macho bruto con addominali tartarugati ha stancato. Con le donne vincono intelligenza, fascino, sorrisi disarmanti e sguardi languidi » Immagini degli irresistibili

«Ci sono volte che ti ritrovi in mezzo alla calca e ti capita di ricevere baci in bocca. E il bello, o il brutto, è che neanche capisci da dove arrivano» racconta il vj. «Era sabato pomeriggio e m'era venuta voglia di fare una passeggiata in centro. Hanno incominciato a inseguirmi certe ragazzine. Pazze scatenate! Sono dovuto scappare a gambe levate» confessa il calciatore. «A me in discoteca hanno strappato la camicia» si lamenta l'esordiente tv.
Ma che vogliono farci? «Se hanno cercato di violentare il ministro Castelli, che non è proprio il massimo della bellezza maschile, provate a immaginare cosa può accadere a un bel tizio in discoteca. A me hanno cercato di strappare i pantaloni a viva forza. E non una sola volta» protesta l'ex spogliarellista.

Da Federico Russo, vj della Mtv, ad Andrea Barzagli, giocatore del Palermo, da Manuel Casella, rivelazione del Brutto anatroccolo (soprattutto, fidanzato di Amanda Lear), a Daniele Interrante, ex «tronista» di Uomini e donne, uno sfogo si leva dal vasto popolo dei piccoli e grandi belli: baci a tradimento, caccia all'uomo per le strade, mani indiscrete, palpeggiamenti senza pietà. Per un Daniele Pecci, il bello di «Orgoglio», che giura di non aver mai dovuto «scappare o nascondermi per non essere assaltato», ci sono tanti come Primo Reggiani, il fusto di Melissa P., che sospira: «Mi rincorrono al punto che in via del Corso non posso più andare».

Per non parlare dell'assedio cui è stato sottoposto a fine settembre, in una libreria di Bari, quel Riccardo Scamarcio dall'occhio molto blu che a Venezia aveva oscurato la fama di consolidati piacioni come George Clooney e Orlando Bloom. Direte voi: che c'è di nuovo? La vita quotidiana del sex symbol è, da sempre, una faticaccia. Eppure, a studiare il borsino delle icone sexy più concupite del 2005, le novità sono parecchie. E tutt'altro che frivole.
«Scendono i muscolosi alla Costantino Vitagliano, prototipo del maschio bruto palestrato, e salgono i brutti anatroccoli alla Manuel Casella, in grado di associare l'occhio ceruleo alla buona conversazione» garantisce Alfonso Signorini, vicedirettore di Chi.

Scendono un po' i calciatori tutti discoteca e veline. Salgono «gli sportivi come Aldo Montano, medaglia d'oro per la sciabola, e Massimiliano Rosolino, sette ori per il nuoto: sono così belli, intelligenti e pieni di fascino che nei salotti le signore quasi se li mangiano» giura Lavinia Biagiotti, che li ha scelti come testimonial. Scendono «il muscolo scolpito e l'addominale a tartaruga», sale «lo charme dell'intelligenza e dello sguardo» giura Irene Ghergo, autrice di Buona domenica.
Insomma, trionfa l'occhio languido, l'aria vagamente stropicciata, la barba un po' lunga, il sorriso disarmante. «Una virilità non aggressiva ma seducente» riassume il casting director Adriana Sabbatini, che ha scoperto Raoul Bova nel '91 ed è ora alle prese coi suoi più giovani eredi. I Daniele Pecci e gli Antonio Cupo che trionfano anche su Girlpower, sito cult delle ragazze under 25 anni (280 mila utenti al mese) che stila classifiche dei più amati e dei più boni. Tra un «fico», un «bonazzo», un «me lo farei», ci sono sportivi, attori, cantanti; ma anche, riferisce la responsabile Emanuela Cerri, «i modelli un po' efebici di Calvin Klein».

Ed eccoci al punto, alla novità vera. Perché su gay.it e gay.tv si ritrovano le stesse facce e gli stessi nomi. E in mezzo alle ragazzine, fuori dagli studi tv o in discoteca, a palpare e inseguire i loro idoli, eccoli, spuntano i ragazzini. «I nuovi sex symbol sono trasversali» giura infatti Signorini. «E i belli più amati sono quelli che colpiscono non solo l'immaginario femminile ma anche quello dei veri trend-setter: i gay».
La sessuologa Chiara Simonelli conferma, divertita: «Oggi gli adolescenti maschi e femmine si ritrovano a condividere uno stesso modello virile: l'uomo un po' angelico, un po' palestrato ma senza un pelo, scanzonato ma seducente. Mai aggressivo. Perfetto per sognare».

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Massimiliano Rosolino, sette ori per il nuoto


Il perfetto sex symbol unisex. Come no? Alessandro Cecchi Paone, conduttore tv e aspirante gay leader del centrodestra, dice grazie al movimento metrosexual, da cui «i giovani maschi etero hanno assorbito certe caratteristiche tipicamente gay come la cura del corpo, del vestire, dei rapporti sociali»; parla dell'avvento di «una maschilità un po' femminile»; scommette su una generazione di adolescenti, maschi e femmine, per cui «i ruoli sono in continua evoluzione e la bisessualità è un'opzione corrente e possibile».
Esagera? «Tutte le donne hanno un amico gay con cui si trovano benissimo in tutto, tranne che a letto. Se trovassero un tizio con tutte le caratteristiche del gay, ma che a letto rimane maschio, sarebbe perfetto» ride Franco Grillini, gay leader del centrosinistra, rivendicando agli omosessuali «il merito di avere messo in crisi il virilismo trucido, quello da bar sport».

E questi sono cambiamenti epocali. Quindi: pazienza se qualche superbello si sente a disagio, quando provate a chiedergli cosa prova a essere un'icona unisex. Alla fine ammetteranno tutti una certa soddisfazione. «Piacere agli uomini è più difficile che piacere alle donne» riconosce Beppe Convertini, il più bello d'Italia nel '93, e lo segue a ruota Daniele Interrante: «In fondo, lo sanno tutti che i gay sono dei veri buongustai».
Come entusiasmo non è il massimo. Meno male che c'è Libero De Rienzo, il ventottenne cult di Santamaradona (a marzo uscirà Sangue - La morte non esiste, il suo debutto come regista), che è l'idolo dell'adolescenza alternativa e politicamente corretta. Lui non ha imbarazzi. «Io un'icona gay? Che bello!» ride. «Ho sempre desiderato diventarlo fin da quando, ragazzino, andavo ai gay pride con le mie amiche. Come se fosse un titolo, cavaliere del lavoro o simile». Libero «icona gay» De Rienzo. Benvenuti nel 2006.

(ha collaborato Cristina Cosentino)

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