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IL KOLOSSAL PIÙ ATTESO ANTEPRIMA DEL NUOVO FILM DI ANG LEE
Supercinema, finalmente arrivano i grandi film. Hulk cybermuscoli e psicoanalisi
Verde di rabbia e sentimento, a misura di adulti, il supereroe della Marvel irrompe sugli schermi italiani. Più forte grazie a un regista mito, al digitale e a papà Freud
di Marco Giovannini
21/8/2003
URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001020455
"Dottor Ang e Mister Lee", oppure "L'incredibile Ang": così viene chiamato il regista Ang Lee. Alle definizioni non si scappa e siccome l'orientale diventato divo negli Stati Uniti dopo l'Oscar per La tigre e il dragone firma Hulk, il film dei film (in uscita in Italia il 29 agosto), i riflettori sono accesi su di lui e aneddoti e malignità si sprecano.
Fra i primi si ricorda la sua folgorazione guardando a Taiwan Il laureato: la censura di allora cambiò i rapporti di parentela facendo diventare sorelle quelle che nella storia erano madre e figlia (meno peccaminoso per Dustin Hoffman andare a letto con due sorelle).
Hulk è tratto da un fumetto della casa editrice Marvel, la stessa di Spider-man, X-men e Daredevil, che oggi sembra avere il monopolio del nuovo filone d'oro chiamato cinecomics in attesa che gli eterni rivali della casa editrice concorrente, la Dc comics, facciano risorgere Superman e Batman. Non è sorprendente che sia stato girato, è curioso che lo abbia fatto Lee.
E non basta la coincidenza cronologica che la nascita del personaggio Hulk (1963) sia quasi contemporanea a quella del suo amato Benjamin Braddock, l'antieroe del Laureato (1967). Il regista non ci trova niente di strano: nel 1995, dopo tre film a bassissimo costo che parlavano di emigranti orientali, aveva osato adattare nientemeno che Ragione e sentimento, un monumento della letteratura inglese, per di più femminile (autrice Jane Austen). L'approccio a Hulk è stato lo stesso.

Per la prima mezz'ora tutto pare meno che un film fumetto. Gli attori sembrano recitare seduti sul lettino dello psicoanalista. Per raccontare il dramma dello scienziato Bruce Banner (Eric Bana), che un brutto giorno viene investito dai misteriosi raggi gamma e trasformato in un mostro verde appena perde la pazienza, Lee parte dai difficili rapporti con suo padre (Nick Nolte) e dai traumi infantili da lui indotti.
Considerando che anche la sua fidanzata Betty Ross (Jennifer Connelly) ha una complessa relazione con suo padre, il generale Ross (Sam Elliott), che era il rivale del padre di Banner, in fondo le dinamiche di Ragione e sentimento non sono lontane. Lee pensa che un fumetto come Hulk, che deve la sua nascita sia a Dottor Jekyll e Mister Hyde sia alla storia di Frankenstein, sia materia da non tirare via, ma meriti riflessione. "Mi sono stupito che fra i nomi degli autori del fumetto non comparisse quello di Sigmund Freud" sorride.
Ci sono voluti 12 anni per riuscire a produrre Hulk, scivolato fra le mani di tanti registi d'azione, cresciuti a latte, popcorn e serial tv degli anni Settanta (in quelle avventure naïf Hulk era interpretato da Lou Ferrigno). La produttrice Gale Ann Hurd, ex moglie e socia di James Cameron, dice che in migliore regista non poteva sperare.
Ang Lee ha trattato la materia oltre i desideri di Stan Lee, creatore del fumetto che considera i supereroi Marvel la mitologia moderna. Li ha studiati con la lente dell'entomologo facendosi aiutare dalla moglie microbiologa.
Il risultato (sottolineato dalla tecnica dello schermo spesso diviso in tanti riquadri, omaggio citazionista sia agli anni Sessanta sia ai comics, come pure alla grafica modernissima di Mtv e di internet) divide pubblico e critica. Hulk ha recuperato negli Usa i 130 milioni spesi, ma è rimasto lontano dagli incassi di X-men 2, portando nelle sale meno adolescenti ma più spettatori maturi, magari in coppia: una bizzarria considerando la sua derivazione fumettistica.
Qualcuno parla di capolavoro, qualche altro lo bolla come un film noioso e pretenzioso. Ma nessuno è rimasto indifferente. "Perfino nelle scene non riuscite rimane comunque un film interessante" è la sintesi del San Francisco Chronicle.

I primi fan sono stati gli attori, spiazzati dalla maniera di lavorare di Lee. "Mi ha messo in mano rocce e licheni e mi ha chiesto se mi stavano comunicando qualcosa" racconta Nick Nolte, il padre di Bruce Banner, che ha usato le interviste di lancio del film per fare outing: ha parlato della sua multidipendenza, dall'alcol ai medicinali, e di come sia bello liberarsene per tornare a vivere. Jennifer Connelly, la fidanzata, si concentra invece sulla "pietas" verso quel povero mostro involontario, con cui ha replicato una sequenza alla King Kong e una alla Casablanca (l'addio).
Se Banner è Eric Bana, 1,92 metri di nuovo sex symbol, genitori croati ma cresciuto in Australia (ora è sul set di "Troia", nei panni di Ettore, accanto a Brad Pitt-Achille), Hulk è stato creato al computer, un po' alla maniera del Gollum del Signore degli Anelli.
Gli occhi sono quelli di Bana, rinforzati dal tocco femminile di Jennifer Connelly perché risultassero più seducentemente tristi. Il modo di combattere è invece quello dei lottatori senza regole della Ultimate fight championship, la più letale sfida moderna che si svolge in un ring fatto a gabbia: Lee è andato ad assistere a un incontro e poi ha invitato tre degli atleti nei laboratori dell'Industrial light and magic di George Lucas per collegarli ai computer e coreografare con loro una cruenta sfida contro tre cani alti due metri.
Ma la vita vera gliel'ha data Ang Lee, e non solo metaforicamente. Infilato in una tuta blu coperta di sensori, due volte a settimana, per nove mesi, ha fatto da controfigura virtuale saltando, urlando, battendo i pugni e piangendo.
In modo che, attraverso il suo corpo mingherlino, anche quello gigantesco di Hulk potesse esprimere sei espressioni accreditate dal programma del computer alla faccia: rabbia, sdegno, tristezza, paura, durezza, sorpresa.

I NUMERI

  • 300 i tecnici degli effetti speciali che hanno lavorato a tempo pieno.
  • 185 i tecnici degli effetti speciali che hanno lavorato solo alla creazione di Hulk.
  • 10 i tecnici addetti solo ai muscoli di Hulk.
  • 6 i tecnici addetti a dipingere la pelle di Hulk.
  • 2 milioni e mezzo le ore necessarie per creare Hulk.
  • 3 le differenti trasformazioni di Hulk, con tre diverse altezze: 3, 4 e 5 metri a sintetizzare l'evoluzione del mostro: bambino, adolescente, adulto.
  • 10 i secondi che occorrono a Hulkper trasformarsi.
  • 20 le diverse maniere in cui la luce viene riflessa in un occhio.
  • 27 i film girati da Dennis Muren, supervisore degli effetti speciali di "Hulk", dopo l'esordio di "Star Wars" di George Lucas.
  • 8 gli Oscar vinti da Dennis Muren per gli effetti speciali.
  • 170 chilometri orari la velocità a cui corre Hulk.
  • 1.000 i chili che può sollevare Hulk.
  • 6 gli anni che ci sono voluti per trasformare Hulk in disegno animato.
  • 16 gli anni per trasformarlo in serial tv.
  • 41 gli anni per trasformarlo in film.
  • 18 gli anni per dare nel fumetto a Hulk un suo alter ego femminile: She Hulk.
  • 2 le scene in cui Stan Lee ha fatto anche l'attore (ne è rimasta una sola).
  • 1 l'apparizione girata da Lou Ferrigno, l'Hulk televisivo.
  • 1.000 i differenti prodotti di merchandising.
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