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Panorama   Archivio   Stop al Maurizio Costanzo Show: "Mi concentrerò sulla mattina"

NUOVA SFIDA MEDIATICA DI COSTANZO

Stop al Maurizio Costanzo Show: "Mi concentrerò sulla mattina"

Matteo Durante  20/12/2004

Dopo 25 anni, il conduttore lascia la fascia serale. L'indiscrezione, riportata prima dal Messaggero, è stata poi confermata dallo stesso anchorman. Costanzo concentrerà la sua attività sul talk-show della mattina in attesa di uno spazio di attualita e costume prima del Tg5 delle 13.OO.

Dopo quasi 25 anni Maurizio Costanzo lascia il Maurizio Costanzo Show. "Incredibile, ma vero", vien da dire, come lo stesso giornalista ha detto.
Il classico della tv privata, il padre di tutti i salotti con telecamera, il re dei talk show all'italiana finisce in pensione. Per anni, esattamente da quando nel 1982 approdò su Canale 5 (dal 1984 proposto anche per alcune edizioni in versione itinerante nei teatri italiani) era diventato un appuntamento ormai fisso nella memoria degli spettatori italiani con qualche esperimento in prima serata.

L'indiscrezione, riportata oggi dal Messaggero, è stata confermata dallo stesso anchorman. Costanzo concentrerà la sua attività sul talk-show della mattina in attesa di uno spazio di attualita e costume prima del Tg5 delle 13.OO.

Risale al 1976, anno di Bontà loro, il primo talk-show in seconda serata di Costanzo. Il programma, in onda su Raiuno, era il primo del genere in Italia: un ospite, Costanzo che lo intervistava su tutto, pubblico e privato. Poi, sempre in Rai, nacquero Acquario e Grand'Italia poi.

UNO SHOW SPECCHIO DI TV E PAESE
Era l'8 settembre 1982 quando, in uno studio televisivo di Roma, nacque quello che sarebbe diventato in tv lo "spettacolo di parola" più popolare e imitato d'Italia.
Sulla scia di fortunati esempi americani, come le trasmissioni di Johnny Carson e David Letterman, il programma è diventato negli anni lo specchio del Paese.
Da segnalare, tra le tante, alcune delle puntate che hanno fatto la storia del programma e, con esso, della televisione italiana: la prima staffetta Rai-Fininvest contro la mafia, nel settembre 1991, con Samarcanda di Michele Santoro in onore dell'imprenditore Libero Grassi, ucciso dalla mafia; gli interventi di Carmelo Bene; il caso di Enzo Aprea, giornalista affetto dal morbo di Burger per il quale aveva subito l'amputazione delle mani e di parte delle gambe; l'abbandono in diretta di Umberto Bossi, offeso da alcuni interventi.
Tutto andava a imbastire il racconto dell'Italia vista attraverso lo sguardo dei vip, ma anche di protagonisti della vita civile e gente comune che, nel salotto del teatro Sistina e poi del Parioli, ha messo a nudo problemi, ingiustizie, sentimenti, conflitti.
E ancora: l'esordio in tv del polemista e critico d'arte, Vittorio Sgarbi; le interviste ad Anna Maria Franzoni, la mamma di Cogne; le serate dedicate ai leader politici (che anche in mancanza di contraddittorio sapevano di essere di fornte a un pubblico non plasmato, a un conduttore non asservito), gli "Uno contro Tutti"...
Insomma, qualsiasi personaggio - e qualsiasi fatto - per potersi dire "popolarmente" riconociuto, discusso e dibattuto, non poteva non finire davanti alle telecamere del MCS: come fosse tenuto a battesimo.

COME DIRE MESSA
Riproponendo ogni sera la stessa liturgia (l'apertura del sipario, l'ingresso di Costanzo e del fido Franco Bracardi, i reciproci inchini, la presentazione dell'ospite, i convenevoli, la conversazione, anche perché "fare tv è come dire messa"), Costanzo, mediatore eccellente, ha messo in scena la conversazione da vicini di casa e lo scontro tv, il dibattito sui temi civili e l'intrattenimento leggero, l'attualità politica e la denuncia, orchestrando voci eterogenee, inventando personaggi, recuperando meteore dello spettacolo, regalando la gloria a sconosciuti e soprattutto interpretando il sentire comune.
Il tutto con la complicità del regista Paolo Pietrangeli, con i commenti pianistici di Bracardi nell'immancabile frac bianco e poi l'accompagnamento dell'orchestra di Demo Morselli.
Scritto con Alberto Silvestri, il MCS è nato con cadenza settimanale su Retequattro; nel 1986 è passato su Canale 5 e l'anno dopo è diventato appuntamento quotidiano.
Ha anche avuto stagioni itineranti (con puntate internazionali perfino al Madison Square Garden di New York e al teatro Ostankino di Mosca) e, pur mantenendo intatta la sua formula, ha sperimentato rubriche speciali come "Esame di coscienza", "Processo a un'idea", "Elettorando" durante le campagne elettorali.

SERATE MONOTEMATICHE
Ceduta negli ultimi anni a Porta a Porta di Bruno Vespa (che si dice "quasi sotto choc", commentando la chiusura del Costanzo Show) la vocazione più strettamente politica senza però trascurarla del tutto, da settembre il programma ha inaugurato la formula delle serate a forte caratterizzazione: Raccontando, per l'approfondimento giornalistico, Comicando dedicata ai comici e Parlando, con un centinaio di ragazzi che intervengono su vari temi e rivolgono domande agli ospiti.
Da aprile di quest'anno, le serate - spesso schiacciate, come ha lamentato lo stesso conduttore, dalla durata "monstre" dei reality show e meno brillanti del solito in termini di ascolti - sono passate da cinque a tre e Costanzo ha debuttato nel day time con Tutte le mattine: da proposta sperimentale, il nuovo rotocalco giocato tra informazione e attualità è entrato rapidamente nelle simpatie del pubblico diventando uno dei punti di forza del palinsesto di Canale 5.

PROGETTO FUTURO
Il nuovo spazio, spiega il conduttore, "probabilmente la intitoleremo Raccontando. Sarà un'intervista con un personaggio, dalla politica al costume alla cronaca. Una bella e nuova sfida. Senza contare che anche Buona domenica, che continua a vincere, è un impegno che mi pare non poco faticoso".
"Per me, per la mia redazione e per la produzione è una sfida nuova ed emozionante" dice Costanzo, sottolineando però che il Maurizio Costanzo Show è solo temporaneamente sospeso: "È una macchina pronta a rimettersi in moto in qualsiasi momento".

Paolo Pietrangeli, regista storico del Maurizio Costanzo Show, condivide l'entusiasmo per i nuovi progetti. "Da una parte c'è una brutta sensazione perché finisce un periodo importante, non solo per noi ma anche per la televisione.
Dall'altra c'è la bella consapevolezza di un rinnovamento in atto, di un fervore proiettato verso il futuro" dice Pietrangeli, che continuerà a essere regista degli altri appuntamenti del conduttore.
I punti che rimangono ancora da chiarire, spiega ancora Costanzo, riguardano il suo impegno nella fascia serale di Canale 5: se cioè il suo Show (già ridotto da cinque a tre serate settimanali) andrà in onda fino a giugno, ma solo di venerdì, o se sarà invece sostituito da uno speciale, sempre in seconda serata.

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