Archivio Panorama

FILM & TORTURE - COME LE STAR INGRASSANO E DIMAGRISCONO
Una dieta da Oscar
George Clooney ha preso 15 kg e ora odia le ciambelle. Christian Bale ne ha persi 28 finendo in stato depressivo. A Hollywoodregolare il peso è un'arte. Ed entrare nella parte non è soltanto un modo di dire
di Marco Giovannini
22/8/2006
URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001037591
Quando Salma Hayek ha accettato la parte di Camilla Lopez, l'eroina del romanzo di John Fante Chiedi alla polvere, era preparata all'idea di togliersi i vestiti, ma non a quella di riempirli meglio. Il personaggio era una focosa cameriera messicana degli anni Trenta e l'estrazione sociale, l'etnia e l'epoca congiuravano per richiedere un fisico più abbondante. Perciò Salma ha dovuto abbandonare ogni salutistica abitudine hollywoodiana per ingrassare nei punti strategici. Nella scena d'amore sulla spiaggia dice che è stato decisivo l'aiuto del partner Colin Farrell, il quale, malgrado la sua fama di ragazzaccio, si è comportato da gentleman. «Mi ha fissato sempre negli occhi e non ha mai abbassato lo sguardo» assicura lei. Chissà se la cinese Gong Li ha fatto lo stesso nei sei giorni in cui ha girato, proprio con Colin Farrell, le scene d'amore di Miami vice. Nel più classico dei contrappassi, per il suo ruolo di agente in borghese, il regista Michael Mann lo aveva infatti costretto a metter su qualche chiletto extra di ciccia. Niente al confronto di Vince Vaughn e Jared Leto, ultimi pretendenti al titolo di «cinekamikaze» del corpo. Chi legge più la cronaca rosa che le recensioni cinematografiche li conosce soprattutto per le loro fidanzate: Vaughn da un po' fa coppia fissa con Jennifer Aniston e Leto l'ha fatta a lungo con Cameron Diaz. È per questo che la loro lenta metamorfosi è stata immortalata dagli scatti dei paparazzi passo passo, come un prima e dopo la cura al contrario.

Il già massiccio Vaughn (è alto un metro e 96) nel film «The Break-Up: ti odio, ti lascio, ti…» doveva interpretare un partner imbolsito, mentre lo smilzo Leto (1 metro e 75) in Chapter 27 era chiamato a dar più corpo a Mark Davis Chapman, il giovanotto che a New York uccise John Lennon. Da bravi attori del proverbiale Metodo (l'immedesimazione totale col personaggio dentro e fuori il set, teorizzata dal russo Konstantin Stanislavskij e commercializzata dall'Actors' studio), entrambi hanno rifiutato l'aiuto di protesi nascoste sotto i vestiti e hanno stoicamente deciso di guadagnarsi a tavola i chili necessari. Vaughn è ingrassato di 23 chili, Leto di 28, eppure hanno solo sfiorato il record della categoria che resiste dal 1987, quando Vincent D'Onofrio sul set di Full metal jacket, con 32 chili in più, ha battuto il record stabilito da Robert De Niro, in Toro scatenato. «C'è del Metodo in questa follia» potrebbe commentare, alla maniera di Amleto, Leto che pur elencando fra i suoi vizietti popcorn e cioccolata calda si era sempre mantenuto su un sanissimo peso di 64 chili, salvo ridurlo a 51 qualche anno fa per il film Requiem for a dream, quando il suo personaggio era un eroinomane: per colmo di perfezionismo (ma a lavorazione conclusa lui corresse in «masochismo») si costrinse anche a un lungo periodo di castità, evitando perfino di dormire nello stesso letto di Cameron Diaz. Per Chapter 27 invece ha preso spunto dal cinema, ricorrendo alla dieta McDonald's, descritta nel documentario Supersize me: una overdose di patatine, milkshake, gelati e soprattutto hamburger, sacrificio doppio per l'attore che è stato sempre vegetariano. Ha anche evitato con cura ogni sforzo fisico (lui che è un fissato della palestra) e si è fatto controllare ogni giorno da un medico. Alla fine, un altro miracolo: in solo dieci giorni è ritornato quello di prima, con una drastica dieta liquida: succo di limone, sciroppo d'acero, pepe di Cayenna e acqua in quantità torrenziale.

Il suo modello è stato Tom Hanks che prese 17 chili (a base di gelati) per Ragazze vincenti e poi costrinse il regista Robert Zemeckis a sospendere la lavorazione di Cast away per un anno per dargli la possibilità prima di perdere 25 chili superflui del protagonista che deve trasformarsi da impiegato in naufrago. Il suo primo Oscar, poi, Hanks lo vinse dimagrendo drasticamente per il ruolo del malato di aids in Philadelphia. Perfino il supervitaminizzato Sylvester Stallone (alias Rocky & Rambo) ha ottenuto le uniche critiche positive della sua carriera nella divisa extralarge dello sceriffo sordo e imbolsito di Cop land. Non sono tutte rose e fiori. Christian Bale, l'ultimo Batman, racconta con orrore del suo anno e mezzo «fuori di testa», quando prima ha perso 28 chili per girare L'uomo senza sonno (mangiava solo una mela e un caffellatte) e poi li ha velocemente ripresi, aggiungendocene altri 10, per diventare il muscoloso Uomo Pipistrello. A parte i problemi psicologici (estremo nervosismo e depressione), ci sono stati quelli fisici: si è ritrovato il colesterolo al livello di un ottantenne e il suo stomaco si è rilassato al punto che all'inizio nella tuta attillatissima di Batman doveva entrarci a forza, dopo essersi innaffiato di borotalco come un neonato.


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L'attrice Renée Zellweger, paffuta per i due film di Bridget Jones e sottile, a destra, per "Chicago"
Pentito anche George Clooney, malgrado i 15 chili in più gli abbiano fatto vincere l'Oscar per Syriana. Oggi odia i donuts, le ciambelle fritte americane che comprava a pacchi e che, quando era nella sua casa italiana sul Lago di Como, si faceva spedire via Federal Express. Paradossalmente, dopo essersi visto rappresentato nel film, il vero Bob Baer (l'agente della Cia interpretato da Clooney) ha trovato la motivazione per mettersi veramente a dieta. C'è qualche caso sporadico legato alla finzione cinematografica: dopo una drastica dieta che le fece vincere l'Oscar con Chicago, Renée Zellweger dovette di nuovo velocemente ingrassare di 15 chili per il sequel del Diario di Bridget Jones; e Toni Collette, per interpretare In her shoes, ha ripescato la dieta che all'inizio della carriera l'aveva costretta a ingrassare di 15 chili per Muriel's wedding. Per le donne di Hollywood c'è un inevitabile bagno di realtà e si chiama gravidanza. Per perdere i 13 chili accumulati dopo la nascita della seconda figlia Lola, Denise Richards si è allenata con i pesi in palestra alle 5 di ogni mattina e per quattro mesi ha mangiato solo cibi dietetici che le venivano consegnati già cotti a casa. Idem per Uma Thurman, che ha anche continuato gli allenamenti di arti marziali scoperti sul set di Kill Bill (ha perso 10 chili in sei settimane). Reese Witherspoon invece ha preferito corsi intensivi di yoga (10 chili persi in due mesi), così come Gwyneth Paltrow, che si è anche aiutata con accorgimenti strategici: dopo un gala a poche settimane dalla nascita della figlia Apple, ha rivelato che il segreto era la Spanx, sorta di tutina da ciclista costrittiva, indossata sotto il vestito da sera.

Ma l'attuale eroina delle donne americane con problemi di peso è Kirstie Alley, una delle proverbiali «ragazze yo-yo» (come Queen Latifah, Oprah Winfrey e Anna Nicole Smith ha alternato spesso periodi in cui è ingrassata e dimagrita). Una categoria nella quale non rientrerà più, come giura dalla copertina del settimanale People, cui ha annunciato felice: «Se ce l'ho fatta io, ce la potete fare anche voi». Ha perso già 32 chili, gliene mancano solo 7 per raggiungere la meta: sfidare il freddo di novembre, presentandosi con un bikini ultrasexy al talk-show di Oprah Winfrey. Uno sforzo ben ripagato: Alley è diventata la testimonial (immaginiamo ottimamente retribuita) della linea alimentare dietetica Jenny Craig. Oggi la sua dieta non supera mai le 1.500 calorie giornaliere. Prima teneva una media di 6 mila.
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