Archivio Panorama

MUSICA - CON I DISCHI IN CLASSIFICA I DUE ARTISTI DUETTANO SUL PRESENTE
Italian pop: Pausini Vs Ferro
Lei mal sopporta la tv italiana. Lui ammette di soffrire troppo la notorietà. Poi: gli scambi di mms, gli svenimenti in aereo,i viaggi che fanno ingrassare... Chiacchierata tra due star molto amiche
di Raffaele Panizza
20/11/2006
URL: http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001038908
Quando ha a che fare col suo amico Tiziano Ferro, Laura Pausini si trasforma immediatamente nella temibile «zia Laura». Lo bacchetta di brutto, il povero Tiziano. Lo sprona e lo rimprovera, lo accarezza e lo bastona.
E lui è lì che la ascolta, mentre ce lo si immagina all'altro capo del telefono con il capoccione che si muove avanti e indietro, «sì, lo so...», annuendo come un pugile seduto all'angolo al quale l'allenatore impartisce le istruzioni prima dell'ultimo round.

Anche stavolta è andata così. In una lunga telefonata organizzata in esclusiva per Panorama dove le due giovani popstar italiane più famose nel mondo sono riuscite a ritagliarsi un'ora l'uno per l'altra: Tiziano Ferro nella camera di un albergo di Città del Messico, intento a preparare il tour in partenza da Ancona il prossimo 20 gennaio e a promuovere la versione spagnola del suo album Nessuno è solo («Ti ricordi?» squilla Laura, «in quella camera ti ho detto che avrei inciso una tua canzone, e tu non ci volevi credere»).
E Laura Pausini, invece, nella saletta di un aeroporto, impigliata in uno dei tanti transfer per la promozione di Io canto, l'album che per la prima volta la vede interpretare 16 pezzi di altrettanti autori italiani: Baglioni, Fossati, Battisti, Vasco, Buonocore, giusto per dirne alcuni. E poi Tiziano Ferro. L'unico, tra tanti mostri sacri, che Pausini ha voluto a duettare con sé in Non me lo so spiegare.

Laura Pausini. Quant'è che non ci sentiamo?
Tiziano Ferro. Eh, da un po'. Ma ormai l'ho capito: non mi pensi più.
P. Ancora?! Ogni tanto ricevo i tuoi messaggi che immancabilmente attaccano così: «Ti sei dimenticata di me». Però in compenso ci mandiamo un sacco di sms.
F. E tante foto. Ce l'hai ancora la mia con la schiuma da barba in faccia?
P. Come no. Insieme a quelle che ti sei fatto con Paris Hilton e Justin Timberlake. Per non parlare delle foto di tutti i giocattoli che collezioni.
F. Vuoi dire i robot transformer degli anni Ottanta? Ne vado pazzo. Ma le più belle me le hai spedite tu: una con la maschera idratante e l'altra da una camera d'albergo, appena sveglia.
P. Veramente era prima di andare a letto: volevo farti vedere quanto fossi sfatta! Adesso sto preparando per Mondadori un libro di foto accompagnate da alcune pagine di diario. Magari ce le mettiamo dentro.
F. Vedi, io lo dico agli amici: la Pausini è troppo simpatica. Il problema è che crei dipendenza.
P. In effetti io e te ci siamo davvero trovati. Però vorrei cogliere quest'occasione per passare al capitolo difetti.
F. Aiuto... Vai.
P. Tiziano: sei troppo negativo con te stesso. Magari è la tua timidezza, ma sei esageratamente autocritico. Dovresti essere più convinto di quello che vali.
F. Mi ci riconosco, lo ammetto. Specialmente all'inizio, quando dovevo fare i primi viaggi all'estero in posti dove non mi conosceva nessuno, mentre io volevo stare in Italia a godermi il successo con gli amici e la famiglia. Sono arrivato persino a desiderare che la mia promozione estera non funzionasse. Mentre tu mi bacchettavi, dicendomi di non perdere certe occasioni.
P. A un certo punto mi sono davvero preoccupata. Ti ricordi quando sei stato male sul volo per il Portogallo?
F. Per forza, mi mandavano in giro per l'Europa da solo! Lì sono proprio crollato, con tanto di bombola d'ossigeno. Da quel giorno, almeno, ho imparato ad ascoltare di più il mio fisico.
P. Comunque sarò sincera: la mia impressione è che tu sia davvero felice solo quando torni a Latina (la città natale di Tiziano, ndr). Ti ammiro molto per la scelta di vivere in Inghilterra, ma quando sei a casa lo capisco immediatamente, dal tono della voce. Ma a proposito di voce: ho sentito che vai in giro a fare la mia imitazione.
""
Paris Hilton


F. L'ho fatto una volta sola, giuro.
P. Va beh. La prossima volta che ci vediamo ti porto una parrucca nera a caschetto, perché ti voglio vedere veramente Pausini. Se poi vai bene ti mando in giro al posto mio.
F. Ci manca anche quello. Già in America mi invitano alle trasmissioni radiofoniche alle sei della mattina, e mi fanno pure cantare.
P. Lo so. A Miami, il primo programma di Radio Romance è alle 6.20 del mattino, ed è uno dei più seguiti.
F. Per non parlare di Radio Amor o della versione spagnola di Good morning America. Quest'anno mi sono rifiutato di andarci.
P. Io ragiono così: se per partecipare si sono svegliati presto Tom Cruise e George Clooney, allora posso farlo anch'io.
F. Oddio, mi fai ammattire con queste tue teorie che regolano il mondo! D'ora in poi allora penserò a te che ti svegli presto, e lo farò pure io.
P. Ma la cosa davvero bella, almeno in Messico, è che organizzano un sacco di chat coi fan.
F. Personalmente amo più le «convivencias», quando le radio invitano un gruppo di ragazzi coi quali si può passare del tempo a chiacchierare. È un contatto che mi restituisce il senso della misura: perché tutti mi dicono «hai venduto migliaia di copie di qua, sei primo in classifica di là», ma poi di gente ne vedi poca. Questa cosa del senso della misura sta diventando un'ossessione, anche rispetto al prossimo tour: ho sempre paura di parlare troppo, di muovermi troppo, di strillare troppo.
P. Ma lo vedi come sei? Tranquillo. Queste sono cose che si sistemano col tempo. Piuttosto, volevo chiederti una cosa. Stando lontano dall'Italia, qual è la cosa che ti manca di meno?
F. La notorietà. Mi piace vivere in posti dove posso mimetizzarmi. E a te?
P. La televisione. Appena posso la accendo, per la voglia di sentire parlare in italiano e per le notizie, ma me ne pento. Mi ha fatto però piacere sentire che, come in Spagna, vogliono vietare le sfilate alle ragazze troppo magre.
F. La parola vietare non mi piace, ma è importante che se ne parli.
P. Allora lo dico io: abbasso le 38! E non lo dico perché con tutti questi viaggi, ormai mi è ritornato il culone!
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