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TELESVOLTE - LE NUOVE SERIE «CATTIVISTE» CON ANTIEROI COME PROTAGONISTI

Toh, ora le fiction sono politicamente scorrette

Marida Caterini  4/1/2007

Poliziotti razzisti, famiglie di pazzi, medici cinici, disabili antipatici. E un galeotto innamorato di una teatrante, regia di Ada Negri, figlia di Toni, il discusso filosofo.

L'ispettore Coliandro (nella fiction omonima) è fermo in auto a un semaforo. Un extracomunitario si avvicina per vendergli fazzoletti di carta. «Ho moglie e figli, aiutami» implora. «Scopa meno» è la brutale risposta del poliziotto.
Nella miniserie Codice Aurora il commissario Renzo De Nardi, marcato accento napoletano, un passato da criminale alle spalle, apostrofa con durezza i superiori: «Non me ne frega niente dell'autorità, faccio di testa mia».
In Butta la luna Kostia, adolescente romeno, accoltella una coetanea «rea» di non corrispondere il suo amore e la riduce in fin di vita dopo averle ammazzato il canarino.
I Crumb (in onda su Sky show) sono due fratelli alienati: hanno appena tentato di investire con l'auto il padre che aspetta un figlio dall'amante e ha lasciato la madre, finita in un ospedale psichiatrico.

Scene di fiction che rovesciano gli stereotipi buonisti delle istituzioni e della famiglia a cui il racconto televisivo si è finora ispirato. Situazioni politicamente scorrette, già sdoganate dai canali satellitari, grazie ai telefilm d'importazione, stanno contaminando la tradizionale tv generalista.
A scoprire criminali, trafficanti di droga e di denaro sporco che ammazzano senza pietà non ci sono le rassicuranti indagini di don Matteo o del maresciallo Rocca, ma i metodi, poco ortodossi e altrettanto efficaci, di «colleghi» più giovani e aggressivi. La fiction timida, desiderosa di compiacere tutta la famiglia radunata accanto al focolare televisivo, sta lasciando il posto a storie più cruente.

«Non è una questione di antitesi tra buonismo e cattivismo, ma il bisogno di osare di più per adeguarsi alla realtà, spesso drammatica, in cui viviamo» dice Carlo Lucarelli, story editor di L'ispettore Coliandro che ne sta scrivendo la seconda serie. La prima, congelata da Raidue per circa due anni, ha conquistato in agosto gli under 30 al punto da far nascere il fan club Ridateci Coliandro.
È la riscossa degli antieroi alla Doctor House e delle debolezze umane, la rivincita di un pubblico stanco della retorica da Mulino Bianco che ha ritrovato il proprio modello nella famiglia allargata e anticonformista di I Cesaroni, evoluzione della rassicurante realtà di Un medico in famiglia. Scontato il sequel della serie di Canale 5. Sono già state scritte 14 delle 26 puntate previste. «Ci sarà la medesima impronta trasgressiva che testimonia una realtà sociale che non può essere ignorata» anticipa il produttore Carlo Bixio.

Irriverenti e trasgressive anche due singolari casalinghe, tutt'altro che disperate, in arrivo su Canale 5: sono Nancy Brilli e Manuela Arcuri nelle quattro puntate di Mogli a pezzi in preparazione. Gli sceneggiatori hanno dunque capito che la fiction non va imbalsamata.
«Per anni gli autori hanno riprodotto consueti e schematici modelli di comportamento» afferma Mario Morcellini, preside della facoltà di scienze della comunicazione all'Università La Sapienza di Roma. «Niente di meglio, per superare l'eccessivo buonismo del poliziotto televisivo integerrimo, di un suo collega dai metodi forse più trasgressivi, con atteggiamenti che però restituiscono alla gente la dimensione dei veri rapporti umani».

Tesi su cui concorda Gianpaolo Morelli, l'interprete dell'ispettore Marco Coliandro: «Ignorante e razzista, il mio personaggio anche nella nuova serie, che ancora una volta ironizzerà sui limiti culturali e umani del protagonista, avrà più difetti che pregi. Ma è un giovane che piace ai giovani». Morelli interpreterà per Raidue anche il poliziotto Renzo De Nardi in Codice Aurora. Un po' l'antitesi del maresciallo Rocca, De Nardi gioca a carte nei bar invece di correre dietro ai criminali. Si è arruolato in polizia senza crederci, solo per «espiare» la partecipazione a una rapina. È arrogante e irrispettoso.
Ancora Morelli sostituirà Alessandro Preziosi dopo le prime due puntate di Il capitano 2, in cui criminali, spacciatori, strozzini si muoveranno in uno scenario di violenza e sopraffazione. «Niente paura» assicura il regista Sindoni «almeno nella fiction tutti i delitti saranno puniti, comprese le brutali torture, subite in una porcilaia, dal "capitano" Preziosi nel secondo episodio».

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L'attore Alessandro Preziosi: dopo aver subito torture il suo personaggio sparirà dalla fiction "Il capitano 2"

Persino i buoni sentimenti della serie Butta la luna, in onda su Raiuno, saranno contaminati. Per assecondare le mutate aspettative del pubblico, le case di produzione si adeguano. La Publispei anticipa la preparazione di Amori, viaggio tra sentimento e sessualità nell'intero arco della vita, e Le radici del potere, un mix di trasgressione, misteri, comportamenti proibiti. La Palomar ha prodotto L'ultimo dei corleonesi, con una visione inedita della mafia siciliana.
La Cineteam propone In gabbia, una singolare storia d'amore, girata nel carcere di Velletri, fra una animatrice teatrale e un galeotto. La regia è di Ada Negri, figlia di Toni. Anticonformiste, per la particolarità dei protagonisti, le due miniserie della Rai Fiction ispirate una alla vita del cantante Rino Gaetano, scomparso 25 anni fa, e l'altra a quella dell'indimenticato Marco Pantani.

Ma è forse la sitcom, cara al target giovanile, il genere in cui gli autori affrontano di più problematiche politicamente scorrette. In Sette vite con l'ex velina Elena Barolo, in preparazione per Raidue, ci si confronta con i temi del coma, della morte, della sessualità. Colpi di sole, per Raitre, prende di mira la bellezza a tutti i costi.
Ce n'è abbastanza per pensare che la fiction made in Italy sia a una svolta. I romanzi televisivi alla Harmony sono da ancien régime. Persino la soap Un posto al sole sta virando. «Abbiamo inserito nella storia un personaggio antipatico e poco familiare costretto sulla sedia a rotelle» dice Francesco Nardella di Rai Fiction. «Tempo fa anche La squadra ha raccontato delitti compiuti da giovani Down per conto della malavita».

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