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Panorama   Archivio   Buenos Aires: passione latina

PANORAMA TRAVEL

Buenos Aires: passione latina

Alessandra Bonetti  1/5/2006

Il tono è aristocratico, da vecchia capitale europea. Gli spazi, invece, sono quelli sterminati dell'America del Sud: avenidas lunghe chilometri in cui eleganti palazzi del primo '900 si alternano al vetro e al cemento degli edifici più moderni. E poi vecchi quartieri in stile coloniale accanto agli insediamenti degli immigrati. Molte sono le anime della metropoli argentina, tutte tenute insieme da un'unica colonna sonora: quella del tango.
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I suoi abitanti la chiamano «Parigi del Sudamerica». Ma quando si tratta di raccontare di se stessi, si dipingono come italiani che parlano spagnolo ma che vorrebbero essere inglesi. Basterebbe questo per capire che Buenos Aires ha molti conti aperti con il Vecchio Continente e ben poco in comune con il resto dell'America Latina. In effetti passeggiando per le sue strade, fra i palazzi art déco e le cupole che evocano la Parigi più elegante, percorrendo le calles peatonales (le vie pedonali) disseminate di negozi straordinariamente a buon mercato per il turista occidentale, sembra di tuffarsi nel cuore della Mitteleuropa. Se non fosse per le stagioni invertite, ci si dimenticherebbe di essere all'altro capo del mondo: mentre da noi l'autunno vira al freddo dell'inverno, qui il tepore della primavera sta per lasciare il posto al caldo dell'estate.
Ma quella di Buenos Aires è anche una storia d'immigrazione, che ne fa una città internazionale, le cui molte anime convivono in una bizzarra armonia. L'eleganza delle avenidas de Mayo, Corrientes, Alvear, costruite negli anni Venti e Trenta quando l'Argentina era uno dei Paesi più ricchi del mondo. Lo stile coloniale del quartiere San Telmo, con i suoi patii. Il vetro e il cemento dei grattacieli di Puerto Madero e degli shopping-center, che la avvicinano a New York. Una metropoli dalle tante facce, che riserva più d'una sorpresa.
La prima cosa da mettere in conto nel programmare la visita sono le distanze. Buenos Aires è una città enorme, non fatevi ingannare dalla cartina: un'avenida può essere lunga chilometri. Quindi, anche per spostarvi di pochi isolati, calcolate di prendere l'autobus o la metropolitana. Oppure il taxi, che ha prezzi molto ragionevoli. Per i percorsi più lunghi, per esempio dall'aeroporto al centro, conviene cercare un remise: cioè un radiotaxi che opera con tariffe fisse all'interno di una determinata zona. Si trovano all'uscita dell'aeroporto, accanto ai corner delle auto a noleggio.

PRIMO GIORNO Mattino
Café con leche y medialunas. O, per dirla più semplicemente, caffelatte e brioche. Così inizia la giornata al Caffè Tortoni (avenida de Mayo 825-29): un monumento nazionale, ai cui tavolini si sono seduti García Lorca, Pirandello, Borges e l'Infanta Isabel. Tempi andati, di cui rimane il sapore nei cimeli esposti alle pareti. Ma basta scendere in cantina per ritrovare, più vitale che mai, la Pena del Tortón: ritrovo di scrittori, poeti, jazzisti e, naturalmente, «tangueri».
Da qui si può proseguire nell'esplorazione di avenida de Mayo, che con i suoi ampi marciapiedi ombreggiati ricorda gli eleganti viali parigini. Era alla capitale francese, infatti, che si guardava alla fine del XIX secolo, quando questo corso divenne palcoscenico della vita notturna cittadina. La cosa migliore da fare qui è camminare, perdersi fra le sue architetture art déco, le cupole eccentriche e le colorate confiterias (pasticcerie).
Uscendo dal Caffè Tortoni, risalite l'avenida verso plaza de los Dos Congresos e lasciatevi condurre dal ritmo indolente di questa Parigi del sud. Che la fretta non sia di queste parti lo si capisce già al primo incrocio, quando avenida de Mayo incontra avenida 9 de Julio, la strada più larga del mondo, il cui attraversamento mette a dura prova la pazienza dei pedoni. Sullo sfondo, il celebre Obelisco, che con i suoi 67,5 metri di altezza è il simbolo della città: si dice che partendo da questo punto e procedendo sempre diritti, dopo 3500 chilometri si arrivi a Ushuaia, nell'estremo sud della Terra del Fuoco. Leggende metropolitane? Forse. O più probabilmente espressione di quel senso dell'eccesso che regna sovrano. Tutto qui è esagerato: la natura, le distanze, le strade. Ma anche la malinconia del tango e la crisi che nel 2001 ha ridotto il Paese sul lastrico. Restano i sogni di gloria, che si susseguono isolato dopo isolato.

Proseguendo verso sinistra, si trova l'Hotel Castelar (avenida de Mayo 1152), disegnato nel 1928 dall'architetto italiano Mario Palanti. Durante il debutto dell'opera Nozze di Sangue ospitò il poeta Federico García Lorca. Il Teatro de l'Avenida è poco più avanti, al numero 1222). Dall'altro lato del marciapiede, ecco un'altra icona: il caffè Los 36 Billares (avenida de Mayo 1265), che con i suoi 36 panni verdi fu il pioniere delle sale da biliardo. È aperto 24 ore al giorno, dal lunedì al sabato. Ma ai suoi tavoli si gioca anche alle carte, ai dadi, agli scacchi, a domino.
Ancora un po' più in là, al numero 1297, c'è l'Hotel Chile in stile art nouveau, mentre al 1317 si trova l'ex albergo Majestic, dove nel 1913 il ballerino russo Nijinsky festeggiò il matrimonio con la collega polacca Pulsky. Ad attirare l'attenzione, però, è soprattutto una singolare costruzione, sull'altro lato della strada, sormontata da un'enorme cupola. Si tratta di Palazzo Barolo, che prende nome dal magnate tessile italiano che, immigrato in Argentina, lo commissionò a Palanti nel 1919. Nel 1923, quando fu terminato, era l'edificio più alto d'America. Venne costruito sulla base di numerosi riferimenti alla Divina Commedia. Come il capolavoro di Dante, infatti, è diviso in tre parti, mentre i suoi 100 metri d'altezza alludono al numero dei canti che compongono l'opera. Nel palazzo trovano posto soprattutto uffici, ma ci si può fare un'idea della sua architettura passeggiando nella galleria a pianterreno che lo attraversa.
A questo punto, la strada si apre in una grande piazza, Plaza de los Dos Congresos, dominata dal monumentale edificio del Congresso della Nazione. In realtà si tratta di un gruppo di piazze unite fra loro, intorno alle quali si raccolgono i bar e le pasticcerie tradizionali, il Teatro Liceo, la bella Chiesa de la Piedad e il Pasaje de la Piedad, un vicolo di particolare eleganza.

Per tornare verso plaza de Mayo conviene prendere la metropolitana: con le sue piastrelline a mosaico e i piloni di ferro, richiama un po' quella di Parigi. La linea A corre in linea retta, collegando il Congresso al palazzo del Governo, la famosa Casa Rosada. Per vederla, scendete alla fermata Perú. Girando intorno alla Casa Rosada, scoprirete che di rosa ha solo la facciata: il retro è di un colore pallido, quasi neutro. Ma non è questa l'unica sorpresa. Un'altra città si apre verso il Rio de la Plata. È quella rinnovata lungo i docks di Puerto Madero, dove ci si può fermare per una raffinata pausa gastronomica. Un secolo dopo la sua costruzione, l'antico porto di Buenos Aires è stato oggi completamente ricostruito e dotato di passeggiate pedonali. Qui l'offerta gastronomica è sterminata. Gli ex magazzini in mattoni rossi sono diventati ristoranti che offrono parrilla (grigliata) di carne e di pesce.
Se non siete troppo stanchi, spingetevi fino all'avveniristico Puente de la Mujer, disegnato da Calatrava, da cui si gode la miglior vista della città. Non solo. Guardando verso il Rio, si può vedere l'ex Hotel de Inmigrantes (corso Antartida Argentina 1355; visite guidate, tel. 4317.0310), un grande edificio dove all'inizio del XX secolo venivano accolti gli immigrati appena sbarcati sul suolo argentino. Un po' oltre si trova il ristorante La Caballerizza (avenida Alicia Moreau de Justo 560, tel. 4515.4444, prezzo medio 20 pesos), in stile gaucho, che propone ottime bistecche di manzo alla griglia.

(Continua)
Pomeriggio
Dopo pranzo, puntate verso calle Florida: dieci isolati, tutti pedonali, dove si condensa il cuore finanziario e commerciale del Paese. A fare di questa strada il regno dello shopping sono le sue Galerías, passaggi a più piani sormontati da enormi cupole di vetro, ricchi di negozi e di storia.
La prima è la Galería Guemes, dove negli anni Trenta, in un appartamento al sesto piano, visse lo scrittore-aviatore Antoine de Saint-Exupery: fra quelle mura prese vita Volo Notturno, uno dei suoi capolavori.
All'interno si trova anche il Centro Piazzolla Tango (Florida 165, tel. 3338.2646), uno spazio polifunzionale che ospita teatro, scuola di ballo, ristorante e caffetteria. L'altra grande galleria di Florida, Galerías Pacifico, con una bellissima cupola affrescata da cinque artisti argentini, ospita invece grandi brand come Dior e Ralph Lauren. Al terzo piano si trova il Centro Culturale Borges, dedicato allo scrittore simbolo della città, che negli ultimi anni della sua vita abitò qui vicino, in calle Maipú 994. Purtroppo, la casa non si può visitare, ma di fronte c'è la libreria La Ciudad, dove - ormai completamente cieco - lo scrittore era solito farsi accompagnare. Il proprietario se ne ricorda bene e con simpatia racconta alcuni aneddoti.
Calle Florida termina in plaza San Martín, i cui bar si animano all'ora dell'aperitivo. Ma questa è anche la zona delle pelletterie: borse, giubbotti, giacche di montone a prezzi convenientissimi. Da Mario y Silvia (calle Marcelo T. de Alvear 550, tel. 4315. 2062) si confezionano capi su misura in 24 ore: il modello si sceglie dal fornitissimo campionario, poi si sale al piano superiore e le sarte prendono le misure. Il giorno dopo si può passare a ritirare.
Dopo lo shopping, è il momento di una pausa per raccogliere le idee. Magari davanti a un aperitivo, nel bar della libreria Ateneo Grand Splendid (avenida Santa Fe 1860). È ricavata all'interno di un cinema-teatro: i tavolini sono sul palcoscenico, gli scaffali con le poltroncine per consultare i libri si trovano sui palchi laterali.

Sera
Prendete un taxi e, con un giro turistico by night, fatevi portare in avenida Corrientes, che con i suoi teatri (il più famoso è il Teatro Colón, due isolati più in là, imponente sull'avenida 9 de Julio e su plaza Lavalle), le sue sale d'essai, i caffè e i ristoranti, è soprannominata la «Broadway porteña» (porteños vengono chiamati gli abitanti di Buenos Aires). Al numero 1369 c'è Los Inmortales (tel. 4373.5303, prezzo medio 15 pesos), una classica pizzeria dove mangiare circondati dalle foto dei volti più famosi della città: da Carlos Gardel a Evita Peron.
Per chi vuole invece tuffarsi nel tempio del tango, l'indirizzo è Esquina Carlos Gardel (C. Gardel 3200, tel. 4867.6363, cena e spettacolo 180 pesos), dove si cena assistendo a un eccellente spettacolo di tango, ma solo su prenotazione. Per godere un'incredibile vista sulla città (senza dare troppa importanza al cibo, perché qui viene servita una cucina creativa molto italianizzata), c'è Azzurra (avenida Corrientes 222, tel. 4315.8381, prezzo medio 30 pesos), al 19° piano di un palazzo dalle ampie vetrate.

SECONDO GIORNO Mattino
Iniziate all'insegna del relax: facendo colazione all'aperto allo storico caffè La Biela (avenida Quintana 596), dove era solito sedersi lo scrittore Adolfo Bioy Casares, amico di Borges. Siamo alla Recoleta, nella Buenos Aires delle strade eleganti e delle librerie. Proprio di fronte al caffè, accanto alla coloniale Iglesia del Pilar, si estende il Cementerio de la Recoleta, il cimitero monumentale dove è sepolta Eva Duarte Perón, l'amatissima Evita (ingresso libero dalle 7 alle 18). Il tempo di scattare una foto e poi via. Costeggiando il convento francescano che dà sulla piazza, si trova il Centro Cultural Recoleta (Junin 1930 y Quintana, tel. 4803.9799), una galleria dedicata alla visual art, con sale riservate a performance di teatro, arti plastiche, video e comunicazione. Qui, fra l'altro, si tiene il famoso show Villa Villa, interpretato dai ballerini De La Guarda. Poco oltre, da non perdere il Museo de Bellas Artes (avenida del Libertador 1473, tel. 4803.8814), uno dei più importanti musei dell'America Latina: vi si trova una vasta collezione di impressionisti argentini.

Ma in questa zona non ci sono solo arte, storia e cultura. Lo spazio espositivo Buenos Aires Design (Pueyrredòn y Libertador) si estende per due piani con negozi di oggettistica e arredamento, ristoranti e caffè. Mentre dal lato opposto della plaza Francia, su Vincente Lopez, il Village Recoleta completa l'offerta con 16 sale cinematografiche e 25 locali commerciali, tra cui librerie, negozi di dischi e botteghe di souvenir. Nei weekend e nei giorni festivi, plaza Francia si riempie di bancarelle e artisti di strada per il tradizionale mercato dell'artigianato.
Attraversando calle Posadas per andare in avenida Alvear (una via elegante, con boutique Hermès, Cartier e Armani), si passa accanto al Palais de Glace, una vecchia sala da ballo anni Venti in cui fu consacrato il tango e che oggi è utilizzata per esposizioni ed esibizioni. Più in là, i signorili alberghi di avenida Alvear: l'Alvear Palace Hotel (al n. 1891) dove hanno alloggiato star del cinema come Sophia Loren e personalità del calibro del re di Spagna e dell'imperatore del Giappone; il Palacio Duhau in stile art nouveau (al n. 1883) e i neoclassici Residencia Duhau e Nunciatura Apostolica (rispettivamente ai numeri 1871 e 1637), per finire con la Mansion Alzaga Unzue (Cerrito 1455), che ha ospitato Madonna quando girò il film Evita.
In questa zona della città sono a quattro stelle anche i ristoranti. Come La Cabana (Rodriguez Pena 1967, tel. 4814.0001; prezzo medio: 45 pesos), leggendario club dell'oligarchia argentina che ha riaperto le porte nel 2003, dopo un lungo restauro. Fra le specialità che lo hanno reso famoso, il Grand Baby Beef: un filetto di un chilo e mezzo, dieci centimetri di spessore. Per una sosta più informale, El Sanjuanino (Posadas 1515, tel. 4804.2909, prezzo medio: 15 pesos), da 40 anni un must per le empanadas, sorta di piccolo calzone farcito di carne.
(Continua)
Pomeriggio
A Buenos Aires bastano pochi minuti di taxi per ritrovarsi in un'altra dimensione: i quartieri sono piccole città nella città, e ognuno ha una fisionomia particolare. È il caso di Palermo, che si usa dividere in tre aree: la ricca e residenziale Palermo Chico, la bohémienne Palermo Viejo e la grande Palermo, che è un patchwork di parchi e giardini dove perdersi fra specie rare di fiori, piante e laghetti.
Il pomeriggio può iniziare a Palermo Chico, dove conviene arrivare con il taxi. Fatevi lasciare davanti al Malba (avenida F. Alcorta 3415, tel. 4808.6500), il Museo d'Arte Latinoamericana con la più importante collezione di opere di Frida Kahlo e Diego Rivera, Antonio Berni e Jorge de la Vega. Intorno all'avveniristica costruzione di vetro e cemento, si allarga la Buenos Aires delle ambasciate e dell'alta borghesia, con le sue ville in stile coloniale. Soffermatevi quanto basta per dare un rapido sguardo attorno a via Ombú e, sempre a bordo di un taxi, cambiate scenografia spostandovi a Palermo Viejo. Versione porteña del Village di New York o di Soho a Londra, è il quartiere più trendy di Buenos Aires. Qui abitano gli artisti, ci sono i locali alla moda e i negozi fanno tendenza. Se siete alla ricerca di souvenir, fate un salto da Babel (tel. 4831.5229), negozio di accessori nella colorata plaza Cortazar, da dove si dipartono tutte le vie alberate con le casette basse tipiche del quartiere. Un must sono poi i saponi del laboratorio artigianale Sabater Hermanos (Gurruchaga 1821): alla vaniglia, alla violetta, al gelsomino, al tè verde. Profumatissimi e coloratissimi, anche a forma di petali, si acquistano sciolti o in scatolette di ceramica. Le ragazze che vogliono farsi notare, invece, vestono da Van Domselaar (Honduras 4802): bustier, gonne e top in seta con inserti di perline e cristalli, a prezzi decisamente alti per lo standard argentino ma competitivi per il turista italiano. Per gli uomini c'è Mercer (Gurruchaga 1686), che propone capi in stile casual-metropolitano. Un inusuale mix di accessori per la casa moderni e rétro si trovano da Calma Chicha (Gurruchaga 1580), oppure da Capital (Honduras 4958), che ha un'ampia scelta di oggetti tipicamente argentini: dal classico «bicchiere» per il mate a quello per il «submarino», bevanda a base di latte caldo in cui viene sciolta e shakerata una barretta di cioccolato. Alla tradizione del gaucho guarda Nann (plaza Cortazar 1523): poncho, scialli, tappeti, arazzi tipici del nord dell'Argentina, tutti prodotti secondo gli antichi disegni e nei colori naturali della terra.

Sera
La sera Palermo Viejo si riempie di giovani. Una bella vista del passeggio la si può ammirare bevendo una birra o un aperitivo dai tavolini all'aperto di Malas Artes (Honduras 4999), che danno su plaza Cortazar. Per cenare, invece, meglio fare due passi: lungo la via Borges, all'altezza di Guatemala, si arriva all'esquina con octava, un incrocio di strade con otto angoli di borgesiana memoria, dove si trova El preferido de Palermo (Serrano 2108, tel. 4774.6585), uno dei ristoranti più tradizionali della città, che offre porzioni abbondanti e saporite. La serata può finire al Mundo Bizarro (Guatemala 4802, tel. 4773.1967), un lounge bar che chiude alle tre di notte e in cui si organizzano serate a tema. Siamo nel cosiddetto quadrilatero borgesiano: qui, in calle Serrano 1235, lo scrittore trascorse l'infanzia e parte dell'adolescenza. E qui, su un promontorio a picco sul Rio de la Plata, nacque nel 1536 il primo nucleo della città che ispirò la sua poesia forse più famosa, Fondazione mitica di Buenos Aires: «A me sembra una fandonia che Buenos Aires ebbe inizio: la giudico tanto eterna quanto l'acqua e l'aria».

TERZO GIORNO Mattino
Il viaggio continua a San Telmo, il quartiere più antico della città, che la domenica si riempie di colori per la fiera delle antichità in plaza Coronel Dorrego. Si può fare colazione nel bar all'angolo della piazza, il Plaza Dorrego Bar (Defensa 1098, tel. 4361.0141).
Rifugio della classe più elevata all'inizio del Novecento, San Telmo fu poi colonizzato dagli immigrati in arrivo dall'Europa: questo spiega il susseguirsi di dimore signorili che, successivamente frazionate, hanno perso smalto e assunto un aspetto un po' decadente. Negli anni Settanta il quartiere è diventato la zona con la più alta concentrazione di antiquari del Sudamerica. Se ne contano oggi circa 500, fra cui lo storico Pallarols (Defensa 1015, tel. 4362.5438), che vende lampadari in cristallo e bronzo, e Midas (Defensa 1088, tel. 4307.1314), che mette in bella mostra portasigarette degli anni Venti con incisioni in oro e argento.
Ma anche i giovani hanno riscoperto San Telmo: Fermin Gonzales e Luis Ricci hanno aperto sei anni fa un negozio di lampade, L'ago (Defensa 970), diventato il simbolo della movida porteña. Poco distante, Un Lugar en el Mundo (Defensa 891) mette in vendita i capi di gruppi di giovani stilisti argentini, mentre Defensa Mu (Defensa 707) è uno spazio dove arte e design s'incontrano dando vita ad abiti, accessori e stravaganti oggetti per la casa.

Tornando indietro e oltrepassando plaza Dorrego, Defensa corre giù fino al Parco Lezama: al numero 1179 c'è il Pasaje Defensa, un vecchio conventillo (una delle tipiche case a ringhiera che all'inizio del secolo scorso erano abitate dagli immigrati) trasformato in un mercatino all'aria aperta. Alla fine della via, sull'angolo c'è il Bar Britannico, aperto 24 ore su 24: un'istituzione dal 1928, che non concede nulla al turista in cerca di folklore. Due isolati più a sud, sotto il cavalcavia dell'autostrada, lungo Paseo Colón, vi è un altro luogo poco conosciuto dai turisti: il Garage Olimpo, ex palestra dove - come racconta l'omonimo film di Marco Bechis - durante la dittatura venivano rinchiusi e torturati i prigionieri politici. Oggi è solo un buco recintato, segnalato da un cartello che descrive il progetto di recupero del «Centro clandestino de detención y tortura Club Atletico». Un passaggio obbligato per ricordare 20 anni di storia oscura, su cui ancora l'Argentina fatica a fare chiarezza.
Quartiere popolare per eccellenza, San Telmo è il regno delle trattorie, i bodegon: locali semplici dove si mangia carne alla griglia e si beve vino sfuso. Ottima scelta è quella di fermarsi per pranzo al Lezama (Brasil 359, tel. 4361.0114), abituale ritrovo domenicale di famiglie, negozianti della zona e pochi ben informati turisti: chiedete al cameriere il piatto del giorno, e godetevi la vista sul parco.
(Continua)
Pomeriggio
La visita di Buenos Aires non può dirsi completa senza l'omaggio allo stadio del Boca Juniors, nel quartiere popolare di La Boca. Proseguendo in taxi verso sud, oltre il parco Lezama, quando avenida Paseo Colón prende il nome di Martín Garcia, si arriva allo stadio Alberto Armando, meglio conosciuto come La Bombonera, per il modo in cui sono disposte le tribune che si sovrappongono una all'altra. Adiacente allo stadio c'è il Museo de la Pasión Boquense (Brandsen 805, tel. 4362.1100; nel prezzo del biglietto è compresa la visita allo stadio), con le foto e i trofei della squadra in cui ha giocato anche Diego Armando Maradona e che lo scorso aprile ha festeggiato il centenario.
A circa 400 metri dallo stadio, si trova la pittoresca via del Caminito, con le sue case di legno e lamiera dai colori chiassosi.
Sviluppatosi intorno al XIX secolo, fu il primo porto della città. Ancor oggi sotto i due imponenti ponti di ferro in disuso si trovano barche abbandonate, vecchi depositi, ciminiere e concerie. Uno scenario di povertà da cui sta tentando di riscattarsi con nuove iniziative culturali. Come la Fundación Proa (corso Pedro De Mendoza 1929, tel. 4303.0909), galleria d'arte e spazio espositivo dalla cui terrazza si gode un bellissimo panorama sul porto, e il Museo de Bellas Artes de la Boca Benito Quinquela Martín (avenida Don Pedro de Mendoza 1835, tel. 4301.1080), che espone opere di Quinquela e altri artisti argentini. Caratteristiche del quartiere sono le cantinas di calle Necochea, ex bordelli dove vengono serviti piatti della cucina italiana e frutti di mare accompagnati da musiche e balli. Nonostante il restyling, meglio non avventurarsi fuori della zona turistica e non fermarsi dopo il tramonto. Ma c'è ancora il tempo di una cerveza, una birra, prima di andarsene al bar La Perla (avenida De Mendoza 1895), che fra i suoi clienti vanta una schiera di nomi che vanno da Bono degli U2 a Bill Clinton.

Sera
Per concludere a passo di danza questo viaggio a Buenos Aires, spostatevi a Balvanera, nel quartiere di Abasto, dove visse Carlos Gardel. A lui è dedicato un grande murale all'interno della stazione del metrò che porta il suo nome (linea B). A pochi isolati si trova la Cantina Pierino (Lavalle 3499, tel. 4864.5715), che è stata una delle favorite negli anni '60 da leggende del tango come Astor Piazzolla, Anibal Troilo e Enrique Cadicamo. Chiedete al proprietario Pedro, nipote del vecchio titolare, di illustrarvi i loro piatti calabresi. E poi tutti a ballare: nel quartiere ci sono diversi locali notturni. Fra questi il Club Almagro (Medrano 522, tel. 4774.7454), che propone spettacoli di tango a prezzi ragionevoli e incoraggia la partecipazione del pubblico.
(Continua)
NOTIZIE GENERALI
Differenza oraria Tre ore in meno rispetto all'Italia quando da noi è in vigore l'ora solare; cinque quando da noi vige l'ora legale.
Documenti Il passaporto con almeno sei mesi di validità.
Lingua ufficiale Lo spagnolo.
Moneta Il peso argentino, che vale 28 centesimi di euro.
Come telefonare Dall'Italia in Argentina: 0054 più il prefisso della città senza lo zero (11 per Buenos Aires), dall'Argentina in Italia: 0039.
Indirizzi utili Secretaría de Turismo de la Nación, av. Santa Fe 884, tel. 4312.2232; Centro de Información: 0.800.555.0016.

IN RETE
www.bue.gov.ar
Guida ufficiale della città, molto ben strutturata e completa, che alterna informazioni turistiche e pratiche. Itinerari di visita, servizi, divertimenti, e un'agenda aggiornata delle manifestazioni culturali e artistiche. Mappe interattive con le milongas e le case del tango, con i mercati e le zone commerciali, i quartieri (vedi anche www.mapa.buenosaires.gov.ar). Numerosi i link ad altri siti web: da qui si può partire per esplorare la città.
www.tangodata.com.ar
Interamente dedicato al tango a Buenos Aires: spettacoli in cartellone; milongas; scuole di ballo; schede su ballerini e musicisti. E in più festival, concorsi e seminari, notizie su musei del tango, programmazione radio-tv. Per gli appassionati e per chi desidera soltanto passare una bella serata.
www.museos.buenosaires.gov.ar
Breve descrizione dei musei e immagini - con schede - delle collezioni, a cura della Secretaría de Cultura. Per decidere quale visitare.
www.ahrcc.com.ar
L'associazione degli albergatori e dei ristoratori di Buenos Aires fornisce l'elenco di hotel, b&b, ristoranti, suddivisi per categoria e quartiere.
www.revistaplanetario.com.ar
Se a Buenos Aires portate anche i bambini, consultate il sito della rivista Planetario. Vi fornirà suggerimenti utili sugli spettacoli e le mostre adatte ai più piccoli.

IL VIAGGIO
Il volo
Alitalia (06.2222; www.alitalia.com) collega Roma Fiumicino e Milano Malpensa a Buenos Aires Ezeiza con tariffe a/r a partire da 599 euro, tasse escluse.
Aerolineas Argentinas (numero verde 800.787747; tel. 02.86461404; www.aerolineas.com) effettua voli diretti a Buenos Aires da Roma e via Madrid da Milano Malpensa. Tariffe a/r da 850 euro, tasse escluse.

UN LETTO ALLA RECOLETA
Trovare un hotel nel quartiere della Recoleta è forse la soluzione migliore: si tratta di una zona alto-borghese, storica, con bei negozi, edifici di pregio dal punto di vista architettonico, centrale e molto tranquilla. Qui si trova l'Hotel Plaza Francia, un albergo dal fascino antico ma dotato di ogni comfort (Eduardo Schiaffino 2189, tel. e fax 0054.11.4804.9631; www.hotelplazafrancia.com; con trattamento b&b, da 84 dollari a notte). Per chi non vuole rinunciare a nessuna comodità, l'elegante Etoile Hotel propone anche offerte weekend: due notti in suite con jacuzzi, colazione a buffet e accesso alla spa, da 207 dollari a persona (Ortiz, tel. 0054.11.4805.2626; www.etoile.com.ar).

TANGO SHOPPING
La strada migliore per chi vuol fare acquisti legati al mondo (e al mito) del tango è Suipacha, in pieno centro, tra Diagonal Norte e Peron. Qui diversi negozi vendono abbigliamento per i ballerini. Fra questi c'è lo storico Flabella (Suipacha 263, tel. 4322.6036), che da più di 20 anni mette in vetrina scarpe da tango per uomo e donna.
Date un'occhiata anche da Mahara (Suipacha 332, tel. 4328.3528): oltre alle classiche scarpe da donna con il tacco alto e il cinturino alla caviglia, troverete bellissime gonne e accessori particolari.
Presso il Centro Artesanal del Tango (Suipacha 256, tel. 4326.5377) possono venire confezionati su misura oltre 50 diversi modelli di scarpa per uomo e donna. Che, su richiesta, vengono spediti poi a domicilio in ogni parte del mondo.

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